Vai al menu principale- Vai ai contenuti della pagina[0] Home[H]

Homepage > Servizi per l'utenza > I Consulenti Tecnici - Informazioni e Albo > L'iscrizione all'Albo CTU

L'iscrizione all'Albo CTU

L'iscrizione all'Albo CTU

Presso ogni tribunale è istituito un albo dei consulenti tecnici, diviso in categorie.

Debbono essere sempre comprese nell'albo le categorie:

1) medico-chirurgica

2) industriale

3) commerciale

4) agricola

5) bancaria

6) assicurativa.

L'albo è tenuto dal presidente del tribunale ed è formato da un comitato da lui presieduto e composto dal procuratore della Repubblica e da un professionista, iscritto nell'albo professionale, designato dal consiglio dell'ordine o del collegio della categoria a cui appartiene il richiedente la iscrizione nell'albo dei consulenti tecnici.

Quando trattasi di domande presentate da periti estimatori, la designazione è fatta dalla Camera di commercio, industria e agricoltura.

Possono ottenere l'iscrizione nell'albo coloro che sono forniti di speciale competenza tecnica in una determinata materia, sono di condotta morale specchiata e sono iscritti nelle rispettive associazioni professionali.

Si può essere iscritti solamente all’albo di un Tribunale.

Sulle domande di iscrizione decide il comitato.

Contro il provvedimento del comitato è ammesso reclamo, entro quindici giorni dalla notificazione, al corrispondente comitato presso la Corte di Appello.

Coloro che aspirano all'iscrizione nell'albo debbono farne domanda al presidente del tribunale che assume presso le autorità di polizia specifiche informazioni sulla condotta pubblica e privata dell'aspirante.

L'albo è permanente. Ogni quattro anni il comitato di cui all'art. 14 deve provvedere alla revisione dell'albo per eliminare i consulenti per i quali è venuto meno alcuno dei requisiti di legge o è sorto un impedimento a esercitare l'ufficio.

La responsabilità disciplinare

La vigilanza sui consulenti tecnici è esercitata dal presidente del tribunale, il quale, d'ufficio o su istanza del procuratore della Repubblica o del presidente dell'associazione professionale, può promuovere procedimento disciplinare contro i consulenti che non hanno tenuto una condotta morale specchiata o non hanno ottemperato agli obblighi derivanti dagli incarichi ricevuti.

Per il giudizio disciplinare è competente il comitato.

Ai consulenti che non hanno osservato i loro doveri possono essere inflitte le seguenti sanzioni disciplinari:

1.    l'avvertimento;

2.    la sospensione dall'albo per un tempo non superiore ad un anno;

3.    la cancellazione dall'albo.

Prima di promuovere il procedimento disciplinare, il presidente del tribunale contesta l'addebito al consulente e ne raccoglie la risposta scritta.

Il presidente, se dopo la contestazione ritiene di dovere continuare il procedimento, fa invitare il consulente davanti al comitato disciplinare.

Il comitato decide sentito il consulente.

Contro il provvedimento è ammesso reclamo al corrispondente comitato presso la Corte di Appello.

Il conferimento degli incarichi

Gli incarichi di consulenza devono essere affidati normalmente agli iscritti nell'albo del tribunale; può essere conferito un incarico ad un consulente tecnico iscritto in albo di altro tribunale o a persona non iscritta in alcun albo, ma in tal caso deve essere sentito il presidente del tribunale e indicati nel provvedimento i motivi della scelta.

Il presidente del tribunale vigila affinché, senza danno per l'amministrazione della giustizia, gli incarichi siano equamente distribuiti tra gli iscritti nell'albo.

Per l'attuazione di tale vigilanza il presidente fa tenere dal cancelliere un registro in cui debbono essere annotati tutti gli incarichi che i consulenti iscritti ricevono e i compensi liquidati da ciascun giudice.

Per la liquidazione del compenso al consulente tecnico sono previsti onorari fissi, variabili e a tempo, stabiliti mediante tabelle approvate con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.


Normativa di riferimento:

artt. 13 e segg. disp. att. cod. proc. civ.

 

Istruzioni ed elenco dei documenti occorrenti per l'iscrizione all'Albo

Ufficio competente: Cancelleria Albo Consulenti

L’iscrizione all’Albo dei Consulenti Tecnici del Giudice  è richiesta  mediante domanda al Presidente del Tribunale (l’interessato deve risiedere o avere il domicilio professionale nel circondario del Tribunale di Varese), contenente la dichiarazione di iscrizione all’albo professionale DA ALMENO TRE ANNI, e l’indicazione della CATEGORIA  (medico/chirurgica – veterinaria – biologia – psicologia – industriale – ingegneri – architetti -  geometri -  periti - dottori commercialisti – ragionieri - agronomo, perito agrario  - lavoro/assicurativa/varie  -  infortunistica stradale  -  traduttori/interpreti.

Documenti da presentare:

Domanda in bollo da  (tab.0, rif.3) vai in modulistica

Dichiarazione Sostitutiva vai in modulistica

  • dei dati richiesti dall'art. 16 delle disp. att. c.p.c., in carta libera:
  • degli estremi di nascita;
  • dei dati risultanti dal casellario giudiziale (*);
  • della residenza;
  • di iscrizione all'Ordine Professionale

Curriculum Vitae secondo lo standard europeo, vistato dall’Ordine o Collegio professionale (non per gli iscritti alla CCIAA);

Titoli e documenti vari  per dimostrare la speciale capacità tecnica e l’esperienza professionale acquisita (perizie effettuate, pubblicazioni, ecc.  ….)

Soltanto per gli iscritti alla CCIAA: certificato di iscrizione

Documento di Identità (fotocopia) in corso di validità

(*) Il certificato generale del casellario giudiziario verrà acquisito d’ufficio (art.18 L.7/8/90n.241)

 

Coloro che fanno parte di categorie che non sono organizzate in ordini o collegi professionali  devono essere iscritti, DA ALMENO TRE ANNI, nel RUOLO DEI PERITI E DEGLI ESPERTI, tenuto dalla Camera di Commercio di Varese ,  e devono produrre il relativo certificato.

Soltanto per i TRADUTTORI / INTERPRETI  vale la documentazione relativa alla conoscenza della lingua, allegata all’istanza, a prescindere dalla data di iscrizione alla Camera di Commercio, il cui certificato di iscrizione deve essere comunque prodotto.

L’iscrizione nel Registro delle Imprese, tenuto dalla Camera di Commercio, non è valida per l’iscrizione dei loro titolari nell’Albo dei C.T.U..

Coloro che fanno parte di categorie, che non sono comprese nell’albo dei periti e degli esperti di cui sopra, devono produrre l’attestazione della inesistenza della propria categoria in tale albo, rilasciata dalla Camera di Commercio.

Gli iscritti all’Albo C.T.U. sono tenuti a comunicare tempestivamente a questo Ufficio la cessazione dell’attività professionale o il cambiamento dell’indirizzo e del numero di telefono.

La TASSA DI CONCESSIONE GOVERNATIVA una tantum dovrà essere versata solo dopo che il Comitato di cui all'art. 14 disp. att. c.p.c. abbia deciso per l'accoglimento della domanda di iscrizione (mediante versamento - attualmente di Euro 168,00 - sul c/c postale n. 8003 intestato a "Ufficio Registro, Tasse CC.GG. Roma" - codice versamento 8617).

 

Versione Stampabile