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Modulistica

Separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli - Assegnazione della casa familiare

Cessazione del diritto al godimento nel caso che l'assegnatario conviva more uxorio o contragga nuove nozze

Così come l'assegnazione della casa familiare, anche la cessazione del diritto al suo godimento è funzionale all’interesse dei figli ed e' subordinata, nel caso in cui l’assegnatario prenda a convivere ‘more uxorio’ o contragga nuovo matrimonio, alla valutazione da parte del giudice della permanenza o meno di tale interesse.

“Ne deriva che l'art. 155-quater cod. civ., ove interpretato, sulla base del dato letterale, nel senso che la convivenza more uxorio o il nuovo matrimonio dell'assegnatario  della  casa  sono  circostanze idonee, di per sé stesse, a determinare la cessazione dell'assegnazione, non e' coerente con i fini di tutela della prole, per i quali l'istituto e' sorto.” La norma, in una interpretazione costituzionalmente orientata, invece, deve essere intesa “nel senso che l'assegnazione della casa coniugale non venga meno di diritto al verificarsi degli  eventi di cui si tratta (instaurazione di una convivenza di fatto, nuovo matrimonio), ma che la decadenza dalla stessa sia subordinata ad un giudizio di conformità all'interesse del minore.” Lo ha affermato la Corte Costituzionale con sentenza 29 - 30 luglio 2008 n. 308 (GU n. 33 del 6-8-2008).

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