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Sanzioni amministrative

Sanzioni amministrative

Autovelox - Norme sui limiti di velocità - Contestazione differita dell'ifnrazione - Ragioni indicate nel verbale - Sindacabilità

Cass. Civ., sez. II, ordinanza 7 luglio 2011, n. 15042

(Pres. Settimj, Rel. Petitti)

In materia di accertamento di violazioni delle norme sui limiti di velocità compiuto mediante apparecchiature di controllo (autovelox), l'indicazione nel relativo verbale notificato di una delle ragioni, tra quelle indicate dall'art. 384 del regolamento di esecuzione di detto codice, che rendono ammissibile la contestazione differita dell'infrazione rende ipso facto legittimi il verbale medesimo e la conseguente irrogazione della sanzione, senza che, in proposito, sussista alcun margine di apprezzamento da parte del giudice di merito, cui è inibito il sindacato sulle scelte organizzative dell'Amministrazione

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Strade extraurbane e Strade urbane di scorrimento - Autovelox - Contestazione Immediata

Cass. Civ., sez. II, ordinanza 7 luglio 2011, n. 15042

(Pres. Settimj, Rel. Petitti)

Il disposto del comma 1 dell'art. 4 del d.l. n. 121 del 2002, convertito, con modificazioni, nella legge n. 168 del 2002, integrato con la previsione del comma 2 dello stesso art. 4 - che indica, per le strade extraurbane secondarie e per le strade urbane di scorrimento, i criteri di individuazione delle situazioni nelle quali il fermo del veicolo, al fine della contestazione immediata, può costituire motivo d' intralcio per la circolazione o di pericolo per le persone, situazioni ritenute sussistenti a priori per le autostrade e per le strade extraurbane principali - evidenzia come il legislatore abbia inteso regolare l'utilizzazione dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni delle norme di comportamento di cui agli artt. 142 e 148 cod. strada (limiti di velocità e sorpasso), tra l'altro, anche in funzione del comma 4 del medesimo art. 4, con il quale si esclude tout court l'obbligo della contestazione immediata. Ne consegue che la norma del predetto art. 4 non pone una generalizzata esclusione delle apparecchiature elettroniche di rilevamento al di fuori delle strade prese in considerazione, ma lascia, per contro, in vigore, relativamente alle strade diverse da esse, le disposizioni che consentono tale utilizzazione ma con l'obbligo della contestazione immediata, salve le eccezioni espressamente previste dall'art. 201, comma 1 bis, cod. strada

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Sanzioni amministrative

Tardività (per superamento del termine di cui all'art. 201 C.d.S., comma 1) della contestazione della violazione principale - illegittimità derivata della sanzione per inottemperanza all'obbligo, per il proprietario del veicolo, di comunicare gli estremi del conducente del veicolo al momento del rilevamento dell'infrazione - Sussiste

Cass. civ., sez. I., ordinanza 20 maggio 2011 n. 11185

In relazione alla contestazione della violazione di omessa comunicazione dei dati del conducente di un veicolo di cui all'art. 126 bis C.d.S., ove la contestazione della violazione principale sia avvenuta tardivamente (per superamento del termine di cui all'art. 201 C.d.S., comma 1), va esclusa la sussistenza dell'obbligo, per il proprietario del veicolo, di comunicare gli estremi del conducente del veicolo al momento del rilevamento dell'infrazione; con la conseguenza che risulta illegittima la pretesa sanzionatoria connessa alla violazione per omessa comunicazione, contestata, successivamente alla prima, con apposito verbale di accertamento

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Accertamento delle infrazioni mediante autovelox - Gestione riservata al Pubblico ufficiale - Necessità - A pena di illegittimità

Cass. civ., sez. II, ordinanza 5 aprile 2011 n. 7785

(Pres. Settimj, rel. D'Ascola)

La gestione delle apparecchiature elettroniche per l'accertamento delle infrazioni (art. 354, comma IV, rel. Esec. Cod. Strad.) deve rimanere riservata ai pubblici ufficiali (artt. 11 e 12 cod. strad.) e, pertanto, l'assistenza tecnica dell'operatore privato deve configurarsi come avente un ruolo subordinato a quello dei vigili urbani. In difetto, l'accertamento è illegittimo

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Autovelox – Segnalazione – Rispetto delle distanze – Condizioni di Legittimità dell'accertamento – Onere della prova – Amministrazione opposta - Sussiste

Cass. civ., sez. VI, ordinanza 13 gennaio 2011 n. 680

La sussistenza del cartello segnalante la presenza dell'autovelox e la sua distanza secondo i parametri di Legge, costituiscono condizioni di Legittimità della pretesa sanzionatoria, cosicchè, in mancanza di attestazione fidefacente al riguardo contenuta nel verbale, il relativo onere probatorio, incombe sull'amministrazione opposta

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Autovelox - Efficacia dello strumento di rilevazione della velocità - Onere della prova - A carico dell'opponente - Sussiste

Cass. Civ., Sez. Unite, sent. 15 dicembre 2010, n. 25304

(Pres. Vittoria, rel. Goldoni)

In materia di violazione delle norme sul codice della strada relative ai limiti di velocità la efficacia dello strumento rilevatore di tali limiti opera fino a quando sia accertato, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall'opponente (e debitamente provate) il difetto di costruzione, installazione o funzionamento del dispositivo elettronico (Così già: Cass. Civ. 16 maggio 2001, n. 212)

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Sanzioni amministrative

Infrazioni stradali - Potere del giudice dell'opposizione a verbale di accertamento di determinare, anche in assenza di una richiesta in tal senso della P.A. opposta, l'importo della sanzione pecuniaria da infliggersi al trasgressore (o al responsabile in solido) in misura superiore a quella indicata nel verbale impugnato - art. 204 bis C.d.S.

Cass. Civ., Sez. Unite, sent. 15 dicembre 2010, n. 25304

(Pres. Vittoria, rel. Goldoni)

In caso di opposizione a verbale, il giudicante, in base al proprio libero convincimento, può determinare la sanzione in misura compresa tra il minimo ed il massimo edittale e può dunque sia diminuire che incrementare la sanzione irrogata nel verbale stesso. Tale potere può essere esercitato d'ufficio anche in assenza di istanza della P.A. (Secondo la Corte una sia pure indiretta conferma di tale tesi può trarsi dall'ordinanza n 23 del 2009 della Corte costituzionale, ove si sottolinea "il ruolo non marginale rivestito - ai fini della coerenza complessiva e della funzionalità del sistema di accertamento e repressione della infrazioni stradali" dalla possibilità spettante al giudice di pace di determinare, anche in misura pari al minimo edittale, l'entità della sanzione pecuniaria irrogabile in caso di rigetto del ricorso)

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Violazione della normativa antiriciclaggio - Divieto posto dal D.l. 143/1991 conv. In Legge 197/1991 - Applicabilità anche al frazionamento - Sussistenza

Cass. civ., sez. II, sentenza 22 giugno 2010 n. 15103

(Pres. Settimj)

In tema di sanzioni amministrative per violazione della normativa antiriciclaggio, il divieto posto dal D.L. n. 143 del 1991, art. 1, comma 1, conv. in L. n. 197 del 1991, di trasferire denaro contante e titoli al portatore per importi superiori a L. 20.000.000 (ora Euro 12.500) senza il tramite di intermediar abilitati, fa riferimento al valore dell'intera operazione economica alla quale il trasferimento è funzionale e si applica anche quando detto trasferimento si sia realizzato mediante il compimento di varie operazioni, ciascuna di valore inferiore o pari al massimo consentito (La Corte conferma il suo precedente: Cass. 8698/07. Nel caso di specie così conclude: ne consegue che sulla base delle stesse affermazioni di parte opponente, la quale, secondo la sentenza impugnata (pag. 3), aveva dedotto di aver effettuato pagamenti per almeno 213 milioni e L. 500 mila in contanti, frazionando la somma tra 1/8 giugno e il 13 luglio 1992 con versamenti inferiori a L. venti milioni, sussisteva la violazione contestata)

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Sanzioni amministrative

Codice della strada - Art. 126-bis - Impossibilità per il proprietario del veicolo di indicare il conducente del mezzo al momento della infrazione - Equiparazione al Rifiuto di voler fornire tali dati - Illegittimità - Necessità di distinguere le ipotesi

Corte Cost., ordinanza 28 luglio 2010 n.286

(Pres. Amorante - rel. Finocchiaro)

Nell'applicazione dell'art. 126-bis, comma 2, del codice della strada, sia nel testo originario che in quello modificato, resta ferma "la necessità si distinguere il comportamento di chi si disinteressi della richiesta di comunicare i dati personali e della patente del conducente, non ottemperando, così, in alcun modo all'invito rivoltogli (contegno per ciò solo meritevole di sanzione) e la condotta di chi abbia fornito una dichiarazione di contenuto negativo, sulla base di giustificazioni, la idoneità delle quali ad escludere la presunzione relativa di responsabilità a carico del dichiarante dovrà essere vagliata dal giudice comune, di volta in volta, anche alla luce delle caratteristiche delle singole fattispecie concrete sottoposte al suo giudizio" (La Corte dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 126-bis, comma 2, e 180, comma 8, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come modificati dal decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 27 della Costituzione, dal Giudice di pace di Recanati)

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Ordinanza ingiunzione Prefettizia - Emessa da vice prefetto vicario - Validità

Cass. civ., sez. II, sentenza 10 maggio 2010 n. 11283

Le ordinanze - ingiunzioni prefettizie irroganti sanzioni per illeciti amministrativi sono legittime a non solo se emesse e sottoscritte da vice-prefetti vicari (nelle sedi che li prevedono), il cui potere di sostituzione de prefetto deriva direttamente dalla legge, ma anche da altri funzionari o vice - prefettizi quali tale potere sia stato delegato dal titolare, in virtù del principio generale del diritto amministrativo comportante la delegabilità, negli uffici della pubblica amministrazione gerarchicamente organizzati, dei provvedimenti che non siano espressamente riservati dalla legge alla competenza funzionale del capo dell'ufficio. La presunzione di legittimità che assiste gli atti amministrativi, peraltro, comporta che, in siffatti ultimi casi, l'onere probatorio dell'insussistenza della delega spetti all'opponente. (In tema di prova, la Cassazione ha aggiunto quanto segue. Disattesa, dunque, la radicale censura, secondo il quale la delega non sarebbe stata ammissibile, non miglior sorte merita quello subordinato, tenuto conto che l'opponente, sul quale gravava l'onere di provare la fondatezza del motivo di opposizione (sull'incombenza, in via generale ex art. 2697 c.c., dell'onere della prova anche dei fatti negativi su chi li alleghi a sostegno della propria domanda, v. Cass. 23229/04, 9385/00), non si è in alcun modo attivato al fine di dimostrare che, nel caso specifico, non esistesse presso la prefettura di Avellino alcuna delega, generale o particolare, conferente al funzionario in questione il potere di emettere e sottoscrivere l'ordinanza in questione. E' ben vero che tale prova avrebbe richiesto il rilascio di un'attestazione negativa in tal senso da parte dell'amministrazione, parte in causa opposta, ma, a fronte della relativa impossibilità o difficoltà di procurasela, ben avrebbe potuto l'opponente sollecitare il giudice all'acquisizione di informazioni al riguardosi sensi dell'art. 213 c.p.c., o comunque avvalendosi dei poteri istruttori di cui alla L. n. 689 del 1981, art. 23, comma 6, presso la P.A. medesima, che comunque non avrebbe potuto esimersi dalla relativa risposta. Non risultandole venendo dedotto in ricorso, che l'opponente abbia in qualche modo tentato di procurarsi la prova suddetta o, in difetto, sollecitato il giudice all'adozione di alcun provvedimento a tal fine, l'inerzia processuale del medesimo comporta che la presunzione di sussistenza della delega non possa ritenersi superata; correttamente pertanto l'opposizione è stata respinta)

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