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Responsabilità medica

Responsabilità Medica

ART. 3 LEGGE 8 NOVEMBRE 2012 N. 189 (DECRETO CD. BALDUZZI) - COLPA LIEVE E COLPA GRAVE - ESIMENTE O SCUSANTE - ESCLUSIONE - DIVERSE TIPOLOGIE DI COLPA - DIFFERENZE

Cass. Pen., sez. IV, sentenza 9 aprile 2013 n. 16237 (Pres. Brusco, rel. Blaiotta)

In merito all'art. 3 della Legge 3 della legge 8 novembre 2012, n. 189 (in materia di responsabilità medica), è da escludere senz'altro che si sia configurata un'esimente. Infatti, non si è in presenza di una giustificazione che trovi la sua base in istanze germinate in altre parti dell'ordinamento giuridico. Né può pensarsi ad una scusante, cioè ad una causa di esclusione della colpevolezza. Il legislatore ha evidentemente utilizzato lo strumento costituito dal modellamento della colpa ed ha quindi scelto di distinguere colpa lieve e colpa grave. Per distinguere tra le due figure di colpa, un primo parametro attinente al profilo oggettivo della diligenza riguarda la misura della divergenza tra la condotta effettivamente tenuta e quella che era da attendersi sulla base della norma cautelare cui ci si doveva attenere. Occorrerà cioè considerare di quanto ci si è discostati da tale regola. Occorrerà altresì considerare quanto fosse prevedibile in concreto la realizzazione dell'evento, quanto fosse in concreto evitabile la sua realizzazione. Vi è poi nel grado della colpa un profilo soggettivo che riguarda l'agente in concreto. Si tratta cioè di determinare la misura del rimprovero personale sulla base delle specifiche condizioni dell'agente. Quanto più adeguato il soggetto all'osservanza della regola e quanto maggiore e fondato l'affidamento dei terzi, tanto maggiore il grado della colpa. Il quantum di esigibilità dell'osservanza delle regole cautelari costituisce fattore importante per la graduazione della colpa. Altro elemento di rilievo sul piano soggettivo è quello della motivazione della condotta: un trattamento terapeutico sbrigativo e non appropriato è meno grave se compiuto per una ragione d'urgenza. Può, quindi, affermarsi che quanto maggiore sarà il distacco dal modello di comportamento, tanto maggiore sarà la colpa; e si potrà ragionevolmente parlare di colpa grave solo quando si sia in presenza di una deviazione ragguardevole rispetto all'agire appropriato definito dalle standardizzate regole d'azione. Attraverso tale raffronto la ponderazione demandata al giudice acquisisce una misura di maggiore determinatezza o, forse, solo di minore vaghezza.