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Pubblica amministrazione

Pubblica amministrazione

Risarcimeno del danno da attività provvedimentale illgittima della Pubblica Amministrazione - Pregiuddizialità Amministrativa - Non sussiste - Incidenza della mancata impugnazione dell'attp - Art. 1227 c.c. - Rilevanza - Art. 30 comma III Cod. Proc. Amm. - Omesse attività procesuali rilevanti ell'orbita del principio di solidarietà - Interpretazione evolutiva dell'art. 1227 c.c.

Cons. Stato, Ad. Pl., sentenza 23 marzo 2011 n. 3

(Pres. De Lise, est. Caringella)

L'obbligo di cooperazione di cui al comma 2 dell'art. 1227 ha fondamento proprio nel canone di buona fede ex art. 1175 c.c. e, quindi, nel principio costituzionale di solidarietà" per cui "si deve concludere che anche le scelte processuali di tipo omissivo possono costituire in astratto comportamenti apprezzabili ai fini della esclusione o della mitigazione del danno laddove si appuri, alla stregua del giudizio di causalità ipotetica, che le condotte attive trascurate non avrebbero implicato un sacrificio significativo ed avrebbero verosimilmente inciso, in senso preclusivo o limitativo, sul perimetro del danno". Di qui la preferenza espressa, rispetto al tradizionale indirizzo che esclude, per definizione, la sincadabilità delle condotte processuali ai sensi del capoverso dell'art. 1227 c.c., per "un più duttile criterio interpretativo che, in coerenza con le clausole generali in materia di correttezza, buona fede e solidarietà di cui la norma in esame è espressione, consenta la valutazione della condotta complessiva, anche processuale, del creditore, con riguardo alle specificità del caso concreto", con la conseguenza che "applicando detto criterio interpretativo, si deve allora ritenere che la mancata impugnazione di un provvedimento amministrativo possa essere ritenuto un comportamento contrario a buona fede nell'ipotesi in cui si appuri che una tempestiva reazione avrebbe evitato o mitigato il danno". Certo va esclusa ogni violazione del canone della buona fede "laddove la decisione di non fare leva sullo strumento impugnatorio sia frutto di un'opzione discrezionale ragionevole e non sindacabile in quanto l'interesse all'annullamento oggettivamente non esista, sia venuto meno e, in generale, non sia adeguatamente suscettibile di soddisfazione