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Pubblica amministrazione

Pubblica amministrazione

Risarcimeno del danno da attività provvedimentale illgittima della Pubblica Amministrazione - Preliminare impugnativa dell'atto lesivo - Pregiuddizialità Amministrativa - Non sussiste - Incidenza della mancata impugnazione - Art. 1227 c.c. - Sussiste - Art. 30 comma III Cod. Proc. Amm.

Tar Lazio, sez. II, sentenza 3 maggio 2011 n. 3766

(Pres. Tosti, est. Mezzacapo)

In presenza di azione volta esclusivamente all'accertamento del diritto al risarcimento del danno cagionato dall'azione asseritamente illegittima dell'amministrazione, senza dunque che sia stato tempestivamente chiesto anche l'annullamento dell'atto produttivo di danno, trova applicazione l'art. 30 del codice del processo amministrativo che ha previsto che l'azione di condanna al risarcimento del danno può essere proposta in via autonoma (comma 1) entro il termine di decadenza di centoventi giorni decorrente dal giorno in cui il fatto si è verificato ovvero dalla conoscenza del provvedimento se il danno deriva direttamente da questo (comma 3, primo periodo). Questo reticolo di norme consacra, in termini netti, la reciproca autonomia processuale tra i diversi sistemi di tutela, con l'affrancazione del modello risarcitorio dalla logica della necessaria "ancillarità" e "sussidiarietà" rispetto al paradigma caducatorio"). Deve però essere osservato che il codice, pur negando la sussistenza di una pregiudizialità di rito, ha mostrato di apprezzare, sul versante sostanziale, la rilevanza eziologica dell'omessa impugnazione come fatto valutabile al fine di escludere la risarcibilità dei danni che, secondo un giudizio causale di tipo ipotetico, sarebbero stati presumibilmente evitati in caso di tempestiva reazione processuale nei confronti del provvedimento potenzialmente dannoso (v. art. 30, comma III, Cod. Proc. Amministrativo, come interpretato dall'Adunanza Plenaria n. 3 del 2011)