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Procedimento civile

Processo Civile

Ricorso alle Sezioni Unite avverso sentenza del Consiglio di Stato – Abuso dello strumento processuale – Condizioni

Cass. civ., Sez. Un., sentenza 19 ottobre 2012 n. 17936 (Pres. Preden, rel. Rordorf)

L'abuso dello strumento del giudizio di ottemperanza, che consente il ricorso alle Sezioni Unite contro le sentenze del Consiglio di Stato, in materia di giurisdizione, per eccesso di potere, si verifica non in presenza di un errore nella scelta del rito o di violazione delle regole processuali amministrative (ove è astrattamente possibile configurare errores in procedendo, non esorbitanza dai confini del potere), ma unicamente se, per effetto dell’estensione della giurisdizione al merito ex art. 134, comma 1, lett. a, cod. proc. amm., ne sia derivato un indebito sconfinamento del provvedimento giurisdizionale nella sfera delle attribuzioni proprie dell’amministrazione o, eventualmente, di un giudice appartenente ad un ordine diverso.

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Processo Civile

Art. 673 c.p.p. – Revoca di sentenza di condanna per mutamento della giurisprudenza – Overruling – Omessa previsione – Incostituzionalità – Non sussiste

Corte cost., sentenza 12 ottobre 2012 n. 230 (Pres. Quaranta, est. Frigo)

Il legislatore omette di prevedere la revoca delle condanne definitive pronunciate in relazione a fatti che, alla stregua di una sopravvenuta diversa decisione dell’organo della nomofilachia, non sono previsti dalla legge come reato, col risultato di consentire trattamenti radicalmente differenziati di autori di fatti analoghi. Il mancato riconoscimento all’overruling giurisprudenziale favorevole della capacità di travolgere il principio di intangibilità della res iudicata, espressivo dell’esigenza di certezza dei rapporti giuridici esauriti, si giustifica nell’attuale sistema di civil law

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Processo Civile

Funzione costituzionale nomofilattica – Decisioni della Cassazione e delle Sezioni Unite – “Tendenziale” uniformazione delle successioni decisioni a quelle di queste ultime – Sussiste – Giudice che intenda discostarsi – “onere della adeguata motivazione”

Corte cost., sentenza 12 ottobre 2012 n. 230 (Pres. Quaranta, est. Frigo)

Il legislatore valorizza anche in ossequio ad esigenze di ordine costituzionale, la funzione nomofilattica della Corte di Cassazione e delle Sezioni unite in particolare postulando, con ciò, che la giurisprudenza successiva si uniformi «tendenzialmente» alle decisioni di queste ultime. L’orientamento espresso dalla decisione delle Sezioni unite “aspira” dunque indubbiamente ad acquisire stabilità e generale seguito: ma si tratta di connotati solo «tendenziali», in quanto basati su una efficacia non cogente, ma di tipo essenzialmente “persuasivo”. Con la conseguenza che, a differenza della legge abrogativa e della declaratoria di illegittimità costituzionale, la nuova decisione dell’organo della nomofilachia resta potenzialmente suscettibile di essere disattesa in qualunque tempo e da qualunque giudice della Repubblica, sia pure con l’onere di adeguata motivazione; mentre le stesse Sezioni unite possono trovarsi a dover rivedere le loro posizioni, anche su impulso delle sezioni singole.

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Processo Civile

Procedimento di volontaria giurisdizione –Regime delle spese processuali – Applicabilità – Sussiste

Cass. civ., sez. VI, ordinanza 9 maggio 2012 n. 7029

La condanna alle spese è indipendente dalle caratteristiche del provvedimento impugnato. Conseguentemente la soccombenza e la condanna alle spese sono configurabili anche nel procedimento di volontaria giurisdizione (nel caso di specie, procedimento promosso ai sensi dell'articolo 1129 c.c. e relativo a revoca giudiziale dell'amministratore)

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Processo Civile

Istanza di una delle parti del processo – Controparte che dichiara di “rimettersi” al giudice – Equivalenza ad adesione alla istanza – Sussiste – Obbligo delle parti di prendere posizione sulle istanze altrui – Art. 88 c.p.c. - Difetto di presa di posizione – Equivalenza ad adesione - Sussiste

Cass. civ., sez. VI, ordinanza 2 marzo 2012 n. 3338 (Pres. Goldoni, rel. Manna)

Il dovere di lealtà e probità processuale, che grava sui difensori e sulle parti patrocinate (art. 88 c.p.c., comma 1), impone all'avvocato, cui sia stata sollecitata una presa di posizione su di una istanza chiara e processualmente ben definita, non solo di rispondere, ma anche di esprimersi in maniera altrettanto comprensibile e, soprattutto, di attenersi ad una logica di tipo binario, che non ammette formule di dubbia lettura ne' ipotesi terze tra l'affermazione e la negazione, la condivisione e il rifiuto. In quest’ambito rientra senz’altro l’affermazione dell’avvocato di “rimettersi” al giudice. Tale rispettosa espressione d'uso curiale deve intendersi equivalente ad una dichiarazione di adesione all'istanza della controparte, non solo perché mostra una sostanziale non avversità ad essa.

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Processo Civile

Tariffe professionali – Successione nel tempo – Applicabilità della tariffa vigente al momento della liquidazione - Sussiste

Cass. civ., sez. II, sentenza 28 settembre 2012 n. 16581 (Pres. Rovelli, rel. Proto)

In caso di successione di tariffe professionali, per stabilire in base a quale di essa deve essere liquidato il compenso occorre tenere conto della natura dell'attività professionale e, se per la complessa portata dell'opera il compenso deve essere liquidato con criterio unitario la tariffa applicabile è quella che vige alla data della liquidazione anche se l'esplicazione dell'attività ha avuto inizio quando era vigente altra tariffa (cfr. Cass. n. 3233/1955; Cass. n. 50/1957).

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Processo Civile

Scioglimento di comunione. Proponibilità della richiesta di attribuzione nel corso del giudizio. Sussistenza (784 ss c.p.c) Giudizio divisorio. Ordinanza di vendita ex art. 788 c.p.c. Opposizione agli atti esecutivi avverso ordinanza vendita. Applicabilità. Rimessione alle Sezioni uniteVendita beni comuni. Disciplina dell’art. 2929 c.p.c. Applicabilità. Rimessione alle sezioni Unite.

Cass. civ., sez. VI, ordinanza 18 luglio 2012 n. 12419 (Pres. Amatucci, rel. Barreca)

La pronuncia, dopo avere ribadito l’orientamento secondo il quale la richiesta di attribuzione del bene da parte del condividente è ammissibile per tutto il corso del processo di primo grado e di appello, nonché dopo il passaggio in giudicato della sentenza che abbia accertato l’indivisibilità del bene (in senso conforme cass n 12119/2008; Cass.14008/2008), ed accertata quindi, nel caso di specie, l’inesistenza dei presupposti per procedere alla vendita, ha rimesso alle sezioni Unite i seguenti quesiti:

1) se sia esperibile il rimedio dell’opposizione agli esecutivi avverso gli atti della fase di vendita ex art. 788 c.p.c. o se sia applicabile quello ricavabile dal sistema delle impugnazioni del giudizio divisionale;

2) se sia applicabile alla vendita di beni comuni, e non solo alla vendita nel processo per espropriazione immobiliare, l’art. 2929 c.c. e con quali conseguenze applicative; in particolare se l’accertamento dell’inesistenza dei presupposti per procedere alla vendita, sopravvenuto all’aggiudicazione e al trasferimento della proprietà del bene al terzo acquirente, prevalga sul diritto di quest’ultimo.

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Processo Civile

Litispendenza – Cause pendenti in grado diverso – Dichiarazione di litispendenza – Ammissibilità – Rimessione alle SSUU

Cass. civ., sez. VI, ordinanza 28 agosto 2012 n. 14678 (Pres. Salmé, rel. De Chiara)

La Sesta sezione ha rimesso al Primo Presidente la questione se la litispendenza fra due giudizi possa essere dichiarata anche qualora essi pendano in grado diverso.

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Processo Civile

Consulenza tecnica d'ufficio – Osservazioni di parte – Nella comparsa Conclusionale – Ammissibilità – Contrasto - Rimessione alle Sezioni Unite

Cass. civ., sez. I, ordinanza 4 settembre 2012 n. 14769 (Pres. Carnevale, rel. Di Palma)

La Prima Sezione ha rimesso al Primo Presidente la questione, in ordine alla quale ha rilevato un contrasto, se le osservazioni critiche alla consulenza tecnica d’ufficio possano o no essere formulate dalle parti nella comparsa conclusionale e, quindi, esaminate dal giudice, ai fini della decisione.

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Processo Civile

Giuramento Decisorio – Ammissibilità – Formula e contenuto

Cass. civ., sez. II, sentenza 18 settembre 2012 n. 15642 (Pres. Triola, rel. Vincenti)

La formula del giuramento decisorio - oltre che risolversi in articoli separati, chiari e specifici, vertenti su fatti idonei a definire, in tutto o in parte, la lite - deve essere congegnata in modo che il destinatario possa, a sua scelta, giurare e vincere la lite o non giurare e perderla. Sicché, "un giuramento formulato in modo da non consentire l'attuazione di detto meccanismo è inammissibile, in quanto la sua mancata prestazione, non potendo essere considerata come riconoscimento della fondatezza della pretesa della parte avversa, non potrebbe essere posta a base delle sentenza di condanna"; apprezzamento in concreto, quello rimesso al giudice del merito, insindacabile in sede di legittimità ove congruamente motivato e privo di vizi logici e giuridici (Cass., sez. I, 22 novembre 2006, n. 24855; Cass., sez. lav., 2 settembre 2003, n. 12779; Cass., sez. III, 16 novembre 1979, n. 5955)

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