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Procedimento civile

Processo Civile

Sopravvenuto accertamento, dopo la vendita, dell’inesistenza del titolo posto a base dell’esecuzione – Idoneità ad incidere sull’avvenuta aggiudicazione – Condizioni - Conseguenze.

Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 28 novembre 2012 n. 21110(Pres. Preden, est. Rordorf)

Il sopravvenuto accertamento dell’inesistenza di un titolo idoneo a giustificare l’esercizio dell’azione esecutiva non fa venir meno l’acquisto dell’immobile pignorato, che sia stato compiuto dal terzo nel corso della procedura espropriativa in conformità alle regole che disciplinano lo svolgimento di tale procedura, salvo che sia dimostrata la collusione del terzo col creditore procedente, fermo peraltro restando il diritto dell’esecutato di far proprio il ricavato della vendita e di agire per il risarcimento dell’eventuale danno nei confronti di chi, agendo senza la normale prudenza, abbia dato corso al procedimento esecutivo in difetto di un titolo idoneo

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Processo Civile

Responsabilità processuale aggravata – Art. 96 comma III c.p.c. - Introdotto dalla Legge 18 giugno 2009 n. 69 - Presupposti

Cass. Civ., sez. VI, ordinanza 30 novembre 2012 n. 21570 (Pres. Goldoni, rel. Proto)

L'art. 96 comma 3 c.p.c. presuppone il requisito della mala fede o della colpa grave, non solo perché è inserito in un articolo destinato a disciplinare la responsabilità aggravata, ma anche perché agire in giudizio per far valere una pretesa che alla fine si rileva infondata non costituisce condotta di per sé rimproverabile. In merito alla liquidazione del danno, si impone al giudice di osservare un criterio equitativo in applicazione del quale la responsabilità patrimoniale della parte in mala fede ben può essere (anche) calibrata sull'importo delle spese processuali o su un loro multiplo, sempre con il limite della ragionevolezza (Secondo questi criteri il Tribunale, ha applicato la norma liquidando l'importo (giudicato dalla Corte “modesto in termini assoluti”) nel triplo della somma, oggettivamente non rilevante, liquidata per diritti e onorari)

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Processo Civile

Giudizio di Appello - Art. 435 c.c. – Questione di legittimità costituzionale – Manifesta infondatezza

Corte cost., ordinanza 15 novembre 2012 n. 253 (Pres. Quaranta, est. Morelli)

E’ manifestamente infondata la questione di costituzionalità dell’articolo 435, comma secondo, del codice di procedura civile in quanto la predetta norma, lungi dal violare la parità delle parti, è finalizzata, invece, a realizzarla sul piano del reciproco diritto di azione e di difesa. Con il risultato di tutelare, all’un tempo, l’interesse dell’appellante – impedendo che la sola violazione del termine ordinatorio in questione determini l’improcedibilità del gravame – e quello dell’appellato, cui resta comunque garantito un termine a comparire sufficiente ad apprestare le proprie difese.

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Processo Civile

Legge 18 giugno 2009 n. 69 – Art. 115 c.p.c. – Onere di contestazione – Mancanza di contestazione – Effetti – Vincolo per il giudice – Obbligo di astenersi dal controllo probatorio – Fatto provato

Cass. Civ., sez. II, ordinanza 21 agosto 2012 n. 14954 (Pres. Goldoni, rel. Giusti)

Ai sensi dell’art. 115 cod. proc. civ., la non contestazione costituisce un comportamento univocamente rilevante, con effetti vincolanti per il giudice, il quale deve astenersi da qualsivoglia controllo probatorio del fatto non contestato acquisito al materiale processuale (nella specie: mancata divisione del compendio ereditario prima della proposizione della domanda di condanna degli eredi da parte di chi ritenga di vantare un credito nei confronti del defunto) e deve, perciò, ritenere la circostanza in questione sussistente, in quanto l'atteggiamento difensivo in concreto spiegato espunge il fatto stesso dall'ambito degli accertamenti richiesti (Nel caso di specie gli opponenti avevano dedotto, sin dall'atto di citazione in opposizione, che non vi era ancora stata divisione dell'eredità, mentre l'opposta non aveva specificamente contestato tale circostanza; la mancata specifica contestazione dell'affermazione della non intervenuta divisione, contenuta nell'atto di opposizione, esonerava gli opponenti stessi dall'onere di darne una specifica dimostrazione).

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Processo Civile

Legge 18 giugno 2009 n. 69 – Incompetenza – Decisione con ordinanza – Applicabilità al caso del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo - Esclusione

Cass. Civ., sez. II, ordinanza 21 agosto 2012 n. 14954 (Pres. Goldoni, rel. Giusti)

La previsione della forma terminativa dell'ordinanza, di cui al novellato art. 279 cod. proc. civ. - come modificato dall'art. 46 della legge 18 giugno 2009, n. 69 - non si applica alla decisione giudiziale sulla opposizione a decreto ingiuntivo, perché il provvedimento con cui il giudice, in sede di opposizione a decreto ingiuntivo, dichiara la carenza di competenza dell'autorità giurisdizionale che emise il decreto in via monitoria, non è una decisione soltanto sulla competenza, ma presenta un duplice contenuto, di accoglimento in rito dell'opposizione per incompetenza e dichiarativo della nullità del decreto.

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Processo Civile

Ricorso in Cassazione – Esposizione del Fatto – Pedissequa ripetizione di precedenti atti (cd. Copia – Incolla) – Inammissibilità del ricorso - Sussiste

Cass. Civ., sez. I, ordinanza 8 novembre 2012 n. 19357 (Pres. Finocchiaro, rel. De Stefano)

In tema di ricorso per cassazione, ai fini del requisito di cui all'art. 366, n. 3, cod. proc. civ., la pedissequa riproduzione dell'intero, letterale contenuto degli atti processuali è — per un verso — del tutto superflua, non essendo affatto richiesto che si dia meticoloso conto di tutti i momenti nei quali la vicenda processuale si è articolata, mentre - per altro verso - è inidonea a soddisfare la necessità della sintetica esposizione dei fatti, in quanto equivale ad affidare alla Corte, dopo averla costretta a leggere tutto (anche quello di cui occorre sia informata), la scelta di quanto effettivamente rileva in ordine ai motivi di ricorso (Cass. Sez. Un., 11 aprile 2012, n. 5698; v: Cass., ord. 22 settembre 2009, n. 20395; Cass. 16 marzo 2011, n. 6279; Cass., ord. 23 novembre 2011, n, 24749; Cass. 9 febbraio 2012, n. 1905). Nel caso di specie, entrambi i due ricorsi vengono dichiarati inammissibili perché contengono una esposizione del fatto, necessaria ai sensi dell'art. 366 n. 3 cod. proc. civ., articolata sulla pedissequa riproduzione degli atti dei gradi di merito, che si protrae, sui trecentoquarantaquattro fogli del primo ricorso e sui trecentoquarantadue del secondo (molti dei quali stampati in modalità fronte - retro e quindi su entrambe le facciate), per i primi trecentodiciannove di essi, con scarse inserzioni, tra l'uno e l'altro, di testi di presentazione dello scritto processuale immediatamente successivo.

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Processo Civile

Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 4/2011 - Rapporto tra ricorso principale e incidentale – Ordine di esame nel contenzioso in materia di appalti – Critica alla decisione della Plenaria

Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 21 giugno 2012 n. 10294 (Pres. Vittoria, est. Tirelli)

L’orientamento dell’Adunanza Plenaria secondo cui “il ricorso incidentale diretto a contestare la legittimazione del ricorrente principale mediante la censura della sua ammissione alla procedura di gara deve essere sempre esaminato prioritariamente” merita di essere riconsiderato perché sanziona con l’inammissibilità il ricorso principale e mantiene in vita un’aggiudicazione (in tesi) illegittima, così ponendosi in contrasto con il principio che ciascun interessato ha facoltà di provocare l’intervento del giudice per ripristinare la legalità e dare alla vicenda un assetto conforme a quello voluto dalla normativa di riferimento

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Processo Civile

Overruling – Presupposti – assenza di segni preventivi anticipatori del manifestarsi della nuova giurisprudenza

Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 12 ottobre 2012 n. 17402 (Pres. Vittoria, est. Preden)

Per overruling deve intendersi il mutamento di giurisprudenza nell'interpretazione di una norma giuridica o di una sistema di norme dal carattere se non repentino, quanto meno inatteso o provo di preventivi segni anticipatori del suo manifestarsi; segnali che possono essere quelli di un pur larvato dibattito dottrinale o di quale significativo intervento giurisprudenziale sul temo oggetto di indagine.

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Processo Civile

Ritardo della parte all'udienza civile – Necessità di attendere la cd. Ora contumaciale – Art. 59 disp. Att. cp.c. - Non sussiste

Cass. Civ., sez. II, sentenza 19 ottobre 2012 n. 18048 (Pres.Triola, rel. D'Ascola)

L’art. 59 disp. att. cod. proc. civ., secondo cui la dichiarazione di contumacia della parte non costituita nell’udienza di cui all’articolo 171 cod. proc. civ. è fatta “quando è decorsa almeno un’ora dall’apertura dell’udienza”, non esprime un principio di portata generale, valido per tutte le udienze istruttorie, e non attribuisce, pertanto, alla parte il diritto di comparire entro sessanta minuti dall’orario fissato.

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Processo Civile

Notificazione -Prova della avvenuta notifica – Servizio OnLine Poste Italiane – Prova - Esclusione

Cass. civ., Sez. VI., sentenza 8 novembre 2012, n. 19387 (Pres. Finocchiaro, rel. Barreca)

Solo il timbro postale assicura la consegna reale e dunque vale come prova della notifica. Non può tenere luogo del detto avviso di ricevimento, al fine di comprovare l’avvenuto compimento del procedimento notificatorio con la ricezione dell’atto da parte del destinatario, il foglio stampato dal servizio on line di Poste italiane ed allegato al ricorso: l’indicazione della data di consegna della raccomandata ivi contenuta non fa fede della consegna reale, che è soltanto quella del timbro postale recato dall’avviso di ricevimento

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