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Procedimento civile

Procedimento Civile

Giudizio di appello - Prova testimoniale - Ammissibilità

Cass. Civ., sez. I, sentenza 16 gennaio 2013 n. 992 (Pres. Luccioli, rel. Cultrera)

In appello, salvo il ricorso al rimedio della rimessione in termini, previsto dall'art. 184 bis c.p.c. [oggi 153 cpc], per il principio dell'infrazionabilità e contestualità che la caratterizzano, è inammissibile la prova testimoniale che, anche in modo indiretto, si appalesi preordinata a contrastare, completare o confortare le risultanze di quella già dedotta ed assunta in primo grado, e cioè a determinare, attraverso nuove modalità e circostanze, ovvero per la connessione delle circostanze già provate con quelle da provare, una diversa valutazione dei fatti che sono stati oggetto dello stesso mezzo istruttorio nelle precedenti fasi del processo

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Procedimento Civile

Art. 116 c.p.c. - Fonte di prova - Comportamento processuale ed extraprocessuale della parte - Sistema difensivo adottato - Unica ed esclusiva  fonte di prova e non solo elemento valutativo - Sussiste

Cass. Civ., sez. III, sentenza 29 gennaio 2013 n. 2071 (Pres. Trifone, rel. Scarano)

L'art. 116 c.p.c. conferisce al giudice di merito il potere discrezionale di trarre elementi di prova dal comportamento processuale delle parti (v. Cass., 5/12/2011, n. 26088; Cass., 10/8/2006, n. 18128, e già Cass., 26/2/1983, n. 1503), e il comportamento (extraprocessuale e) processuale - nel cui ambito rientra anche il sistema difensivo adottato dal rispettivo procuratore - delle parti può in realtà costituire non solo elemento di valutazione delle risultanze acquisite ma anche unica e sufficiente fonte di prova, idonea a sorreggere la decisione del giudice di merito, che con riguardo a tale valutazione è censurabile nel giudizio di cassazione solo sotto il profilo della logicità della motivazione (v. Cass., 26/6/2007, n. 14748).

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Procedimento Civile

Espropriazione immobiliare -– Aggiudicazione provvisoria - Aumento di Sesto - Inadempimento dell'aggiudicatario - Conseguenze - Consolidamento dell'aggiudicazione provvisoria - Esclusione

Cass. Civ., sez. III, sentenza 15 gennaio 2013 n. 790 (Pres. Trifone, rel. Ambrosio)

In materia di espropriazione immobiliare, se all’aggiudicazione provvisoria segue un offerta in aumento di sesto con conseguente assegnazione definitiva ad altro soggetto, l’inadempimento di quest’ultimo determina, ex art. 587 c.p.c., la decadenza dell’aggiudicazione e la disposizione di un nuovo incanto, senza che possa rivivere la precedente aggiudicazione provvisoria.

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Procedimento Civile

CTU - ammissibilità - Cd. Percipiente - Limiti - Snaturamento della funzione

Cass. Civ., sez. II, sentenza 18 gennaio 2013 n. 1266 (Pres. Triola, rel. Vicenti)

La consulenza tecnica d'ufficio costituisce un mezzo di ausilio per il giudice, volto alla più approfondita conoscenza dei fatti già provati dalle parti, la cui interpretazione richiede nozioni tecnico-scientifiche, e non un mezzo di soccorso volto a sopperire all'inerzia delle parti; la stessa, tuttavia può eccezionalmente costituire fonte oggettiva di prova, per accertare quei fatti rilevabili unicamente con l'ausilio di un perito. Ne consegue che, qualora la consulenza d'ufficio sia richiesta per acquisire documentazione che la parte avrebbe potuto produrre, l'ammissione da parte del giudice comporterebbe lo snaturamento della funzione assegnata dal codice a tale istituto e la violazione del giusto processo, presidiato dall'art. 111 Cost., sotto il profilo della posizione paritaria delle parti e della ragionevole durata" (Cass., 19 aprile 2011, n. 8989; ancora per la non ammissibilità di c.t.u. c.d. "esplorative", cfr. Cass., 5 luglio 2007, n. 15219; Cass., 19 ottobre 2009, n. 22115; Cass., 8 febbraio 2011, n. 3130).

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Procedimento Civile

Art. 210 c.p.c. - Esibizione officiosa dei documenti - Possibilità di produrre i documenti a cura della parte interessata - Ammissibilità dell'esibizione giudiziale - Esclusione

Cass. Civ., sez. II, sentenza 18 gennaio 2013 n. 1266 (Pres. Triola, rel. Vicenti)

Non è dato addivenire ad una esibizione officiosa della documentazione , ai sensi dell'art. 210 cod. proc. civ., per sopperire all'inerzia della parte nel dedurre mezzi di prova, potendo tale potere discrezionale del giudice essere esercitato solo se la prova del fatto che si intende dimostrare non sia acquisibile aliunde, non anche per fini meramente esplorativi (Cass., 24 marzo 2004, n. 5908).

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Processo Civile

Spese della consulenza tecnica d'Ufficio – Poste a carico di entrambe le parti – In caso di parte totalmente vittoriosa – Legittimità – Sussiste

Cass. Civ., sez. II, sentenza 18 gennaio 2013 n. 1256 (Pres. Felicetti, rel. Parziale)

Il giudice di merito, può legittimamente disporre la ripartizione per quote uguali delle spese della consulenza tecnica d'ufficio fra la parte soccombente e la parte totalmente vittoriosa: e ciò perché la CTU, nel processo civile, è essenzialmente strutturata quale ausilio fornito al giudice da un suo collaboratore esterno all'ordine giudiziario, piuttosto che quale mezzo di prova in senso proprio, costituendo, dunque, un atto necessario del processo che l'ausiliare compie nell'interesse generale della Giustizia e, correlativamente, nell'interesse comune delle parti.

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Processo Civile

Riproduzioni meccaniche – Art. 2712 c.c. - disconoscimento e mancato riconoscimento - Differenze

Cass. Civ., sez. III, sentenza 17 gennaio 2013 n. 1033 (Pres. Massera, rel. Giacalone)

In tema di efficacia probatoria delle riproduzioni meccaniche di cui all'art. 2712 cod. civ., il "disconoscimento" che fa perdere alle riproduzioni stesse la loro qualità di prova - e che va distinto dal "mancato riconoscimento", diretto o indiretto, il quale, invece, non esclude che il giudice possa liberamente apprezzare le riproduzioni legittimamente acquisite -, pur non essendo soggetto ai limiti e alle modalità di cui all'art. 214 cod. proc. civ., deve tuttavia essere chiaro, circostanziato ed esplicito, dovendo concretizzarsi nell'allegazione di elementi attestanti la non corrispondenza tra realtà fattuale e realtà riprodotta (Cass. n. 2117/2011; 8998/2001).

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Processo Civile

Compensazione delle spese di lite - diversità notevole di importo tra il risarcimento chiesto e quello riconosciuto in primo grado – sussiste

Cass. Civ., sez. VI, ordinanza 4 gennaio 2013 n. 134

La nozione di soccombenza reciproca, che consente la compensazione parziale o totale tra le parti delle spese processuali (art. 92 c.p.c., comma 2), sottende - anche in relazione al principio di causalità - una pluralità di domande contrapposte, accolte o rigettate e che si siano trovate in cumulo nel medesimo processo fra le stesse parti ovvero anche l'accoglimento parziale dell'unica domanda proposta, allorchè essa sia stata articolata in più capi e ne siano stati accolti uno o alcuni e rigettati gli altri ovvero quando la parzialità dell'accoglimento sia meramente quantitativa e riguardi una domanda articolata in un unico capo". (Cass. 21 ottobre 2009, n. 22381). In questa ottica, la compensazione può trovare giustificazione nella diversità notevole di importo tra il risarcimento chiesto e quello riconosciuto in primo grado.

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Processo Civile

Patrocinio a spese dello Stato – Revoca – Art. 136 comma III d.P.R. 115/2002 – Efficacia - retroattiva

Cass. Civ., sez. II, sentenza 3 gennaio 2013 n. 65 (Pres. Bursese, rel. Falaschi)

In materia di D.P.R. n. 115 del 2002, in base all'art. 136, comma 3, la revoca ha come effetto quello di ripristinare retroattivamente l'obbligo della parte assistita in giudizio di sopportare personalmente le spese della sua difesa (restando immutato il rapporto di rappresentanza e difesa nel processo che si fonda sulla designazione del difensore da parte del soggetto precedentemente ammesso al patrocinio a spese dello Stato: così Cass. 5 marzo 2010 n. 5364) (v. nel senso di cui sopra, Cass. 11 novembre 2011 n. 23635).

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Processo Civile

Espropriazione mobiliare presso il debitore – Potere dell'ufficiale giudiziario di valutare i titoli di appartenenza dei beni rinvenuti nell'abitazione del debitore – Sussistenza – Esclusione

Cass. Civ., sez. III, sentenza 20 dicembre 2012 n. 23625 (Pres. Trifone, rel. Cirillo)

In tema di espropriazione mobiliare presso il debitore, l’art. 513 cod. proc. civ. pone una presunzione di appartenenza al debitore dei beni che si trovano nella casa del debitore e negli altri luoghi a lui appartenenti. Pertanto, poiché l’attività svolta dall’ufficiale giudiziario in sede di pignoramento mobiliare è meramente esecutiva, deve ritenersi preclusa al medesimo qualsiasi valutazione giuridica dei titoli di appartenenza dei beni da sottoporre al pignoramento, rimanendo a disposizione degli eventuali terzi proprietari lo strumento processuale dell’opposizione di terzo all’esecuzione.

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