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Procedimento civile

Procedimento Civile

PRINCIPIO DELLA LEGALE CONOSCENZA DELLE NORME LEGISLATIVE - CONOSCENZA DELLE REGOLE PROCESSUALI PER LA PARTE CHE AGISCE O CHE È EVOCATA IN GIUDIZIO - SUSSISTE

Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 18 aprile 2013, n. 9407 (Pres. Preden - rel. Amoroso)

La conoscenza delle regole processuali per la parte che agisce o che è evocata in giudizio discende dalla generale regola della legale conoscenza della legge e quindi della tendenziale, ancorché non assoluta, inescusabilità dell'errore di diritto. Questo canone generale nella materia processuale civile è stato enunciato come “principio della legale conoscenza delle norme legislative” (C. cost. n. 61 del 1980)

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Procedimento Civile

NOTIFICAZIONE AL PORTIERE - ART. 139 C.P.C. - FORMALITÀ DA ESEGUIRE - FORMULE DA ADOTTARE - FORMALISMO - ESCLUSIONE

Cass. Civ., sez. VI, sentenza 28 marzo2013 n. 7811 (Pres. Goldoni, rel. Falaschi)

In caso di notifica nelle mani del portiere, l'ufficiale giudiziario deve dare atto, oltre che dell'inutile tentativo di consegna a mani proprie per l'assenza del destinatario, delle vane ricerche delle altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l'atto, onde, nel riferire al riguardo, deve attestare chiaramente, ancorché senza uso di formule sacramentali, l'assenza del destinatario e dei soggetti rientranti nelle categorie contemplate dall'art. 139 c.p.c., comma 2, la successione preferenziale dei quali è tassativamente prevista dalla norma (confr. Cass. sez. un. 30 maggio 2005 n. 11332).

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Procedimento Civile

CONSULENTE TECNICO D'UFFICIO - RINNOVO DELLA CTU O CONVOCAZIONE A CHIARIMENTI DEL PERITO - DISCREZIONALITÀ DEL PERITO - SUSSISTE

Cass. Civ., sez. I, sentenza 28 marzo2013 n. 7905 (Pres. Carnevale, rel. Giancola)

Il giudice legittimamente ha la facoltà di optare per il diniego di rinnovo di CTU o di riconvocazione per chiarimenti dell'esperto d'ufficio.

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Procedimento Civile

DECRETO DI LIQUIDAZIONE DEL COMPENSO AL CONSULENTE TECNICO D'UFFICIO - OBBLIGO DI MOTIVAZIONE - SUSSISTE

Cass. Civ., sez. II., sentenza 18 febbraio 2013 n. 3964 (Pres. Bursese, est. San Giorgio)

Il provvedimento di liquidazione da parte dell'Autorità giudicante di un determinato compenso ad un consulente tecnico di ufficio deve essere accompagnato da un'esplicitazione delle modalità del computo medesimo in ordine alla situazione presa in esame, mentre non è sufficiente ad integrare i parametri di liquidazione il generico richiamo alle norme di cui al D.M. 30 maggio 2002.

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DECRETO DI LIQUIDAZIONE DEL COMPENSO AL CONSULENTE TECNICO D'UFFICIO - OBBLIGO DI MOTIVAZIONE - SUSSISTE

Cass. Civ., sez. II., sentenza 18 febbraio 2013 n. 3964 (Pres. Bursese, est. San Giorgio)

Il provvedimento di liquidazione da parte dell'Autorità giudicante di un determinato compenso ad un consulente tecnico di ufficio deve essere accompagnato da un'esplicitazione delle modalità del computo medesimo in ordine alla situazione presa in esame, mentre non è sufficiente ad integrare i parametri di liquidazione il generico richiamo alle norme di cui al D.M. 30 maggio 2002.

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Procedimento Civile

INTIMAZIONE PER SOMMA SUPERIORE A QUELLA DOVUTA - CONSEGUENZE - NULLITÀ TOTALE DEL PRECETTO - ESCLUSIONE - NULLITÀ OD INEFFICACIA PARZIALE DEL PRECETTO - SUSSISTENZA - EFFETTI - RIMESSIONE DELLA DETERMINAZIONE DELLA SOMMA EFFETTIVAMENTE DOVUTA AL GIUDICE DELL'OPPOSIZIONE

Cass. Civ., sez. lav., sentenza 30 gennaio 2013 n. 2160 (Pres. Canevari, est. Filabozzi)

L'eccessività della somma portata nel precetto non travolge questo per l'intero, ma dà luogo soltanto alla riduzione della somma domandata nei limiti di quella dovuta, con la conseguenza che l'intimazione rimane valida per la somma effettivamente spettante, alla cui determinazione provvede il giudice, che è investito di poteri di cognizione ordinaria a seguito dell'opposizione in ordine alla quantità del credito.

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Procedimento Civile

Prova civile - Produzione di documenti - In appello - Onere dell’appellante di farsi rilasciare dal cancelliere copia dei documenti inseriti nel fascicolo di primo grado dell’altra parte - Sussistenza - Documenti favorevoli all’appellato - Atto di appello con cui si censura la valutazione di quei documenti operata dal giudice di prime cure - Mancata restituzione del fascicolo dell’appellato - Mancata produzione dei medesimi documenti a cura dell’appellante - Conseguenze

Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 8 febbraio 2013 n. 3033 (Pres. Preden, rel. Piccialli)

Nel giudizio di appello l’appellante è tenuto a fornire la dimostrazione delle singole censure, atteso che tale mezzo di impugnazione non rappresenta più, nella configurazione datagli dal codice vigente, un novum iudicium, ovvero un riesame integrale del merito della causa, ma una revisio fondata sulla denuncia di specifici vizi processuali o sostanziali della sentenza impugnata. Ne consegue che è onere dell’appellante, quale che sia stata la posizione (di attore o di convenuto) da lui assunta nella precedente fase processuale, produrre, o ripristinare in appello se già prodotti in primo grado, i documenti sui quali egli basa il proprio gravame o comunque attivarsi, anche avvalendosi della facoltà, ex articolo 76 delle disposizioni di attuazione del Cpc, di farsi rilasciare dal cancelliere copia degli atti del fascicolo delle altre parti, perché questi documenti possano essere sottoposti all’esame del giudice di appello. Diversamente, l’appellante subisce le conseguenze della mancata restituzione del fascicolo dell’altra parte. (Nella specie costituitasi, ma senza depositare la documentazione prodotta in primo grado), quando questo contenga documenti - anche se favorevoli all’appellato, ma dei quali egli chiede una rivalutazione in sede di gravame - che non ha avuto cura di produrre in copia e che il giudice di appello, tenuto a decidere ai sensi dell’articolo 115 del Cpc sulla base del materiale probatorio sottoposto alla sua attenzione, non ha avuto la possibilità di esaminare.

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Compensazione delle spese - Art. 92 c.p.c. - Motivazione cd. implicita - Ammissibilità - Esclusione

Cass. Civ., sez. VI, ordinanza 14 febbraio 2013 n. 3723 (Pres. Goldoni, rel. Piccialli)

Secondo l'ultima formulazione dell'art. 92 co. 2 c.p.c., applicabile con decorrenza dal 4.7.2009, la compensazione parziale o totale delle spese, al di fuori dei casi di reciproca soccombenza, può essere disposta solo per gravi ed eccezionali ragioni, esplicitamente indicate nella motivazione. Costituisce, dunque, violazione di legge, la motivazione cd. Implicita.

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Notificazione ex art. 143 c.p.c. - Presupposti - Dato soggettivo della ignoranza della residenza/dimora del destinatario - Dato oggettivo della non superabilità della ignoranza

Cass. Civ., sez. I, sentenza 8 febbraio 2013 n. 3071 (Pres. Luccioli, rel. Bisogni)

I presupposti, legittimanti la notificazione a norma dell'art. 143 cod. proc. civ., non sono solo il dato soggettivo dell'ignoranza, da parte del richiedente o dell'ufficiale giudiziario, circa la residenza, la dimora o il domicilio del destinatario dell'atto, né il mero possesso del certificato anagrafico, dal quale risulti il destinatario stesso trasferito per ignota destinazione, essendo anche richiesto che la condizione di ignoranza non sia superabile attraverso le indagini possibili nel caso concreto, da compiersi ad opera del mittente con l'ordinaria diligenza.

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Procedimento Civile

CTU ematologica - Esami ed analisi - Obbligo di allegarli alla relazione - Esclusione

Cass. Civ., sez. I, sentenza 11 gennaio 2013 n. 600 (Pres. Luccioli, rel. De Chiara)

In materia di CTU ematologica, gli "esami" e le "analisi", essendo operazioni materiali, non possono essere "allegati" alla relazione di consulenza tecnica: la quale deve dare atto della loro esecuzione e del loro risultato, in tal maniera documentandolo.

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