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Procedimento civile

Procedimento civile

Notificazione a più parti - Termine di costituzione dell'attore - decorrenza - Dalla prima notificazione

Cass. civ., sez. Un., sentenza 18 maggio 2011 n. 10864

(Pres. Vittoria, Rel.Vivaldi)

In caso di notificazione a più parti, il termine di dieci giorni entro il quale l'attore (ai sensi dell'art. 165 cod. proc. civ.) o l'appellante (ai sensi dell'art. 347 cod. proc. civ., che alla prima disposizione fa rinvio) devono costituirsi, decorre dalla prima notificazione, non dall'ultima (Nel pervenire a questa conclusione, le SU premettono una considerazione di metodo. Rilevano che "se la formula del segmento di legge processuale, la cui interpretazione è nuovamente in discussione, è rimasta inalterata, una sua diversa interpretazione non ha ragione di essere ricercata e la precedente abbandonata, quando l'una e l'altra siano compatibili con la lettera della legge, essendo da preferire - e conforme ad un economico funzionamento del sistema giudiziario - l'interpretazione sulla cui base si è, nel tempo, formata una pratica di applicazione stabile. Soltanto fattori esterni alla formula della disposizione di cui si discute - derivanti da mutamenti intervenuti nell'ambiente processuale in cui la formula continua a vivere, o dall'emersione di valori prima trascurati - possono giustificare l'operazione che consiste nell'attribuire alla disposizione un significato diverso")

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Procedimento civile

Oscillazioni giurisprudenziali - Compensazione - Sussiste

Cass. civ., sez. III, 3 maggio 2011 n. 9697

(Pres. Trfone, rel. De Stefano)

Le prolungate oscillazioni giurisprudenziali sulla questione oggetto del processo, giustificano la compensazione delle spese del processo

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Procedimento civile

Procedimento di Appello - Discussine orale della causa - Art 281-sexies c.p.c. -

Cass. civ., sez. VI, 21 aprile 2011 n. 9278

(Pres. Finocchiaro, rel. Frasca)

La discussione orale della causa è ammissibile in appello, ex art. 281-sexies c.p.c., su accordo delle parti. Comunque (v. Cass. sez. un. (ord.) n. 19051 del 2010) nel procedimento d'appello davanti al tribunale, in composizione monocratica non puo' procedersi alla discussione orale della causa cui segua la lettura del dispositivo ex articolo 281 sexies cod. proc. civ., se una delle parti richieda, all'udienza di discussione, di disporre lo scambio delle conclusionali ai sensi dell'articolo 190 cod. proc. civ, essendo tenuto il giudice. per espressa previsione dell'articolo 352 cod. proc. civ., u.c., a provvedere a tale adempimento e a fissare una nuova udienza di discussione nel termine previsto dalla norma, a pena di nullita' della sentenza per violazione del diritto di difesa

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Opposizione a Decreto Ingiuntivo - Natura giuridica del giudizio - A cognizione piena

Cass. civ., sez. I, sentenza 14 aprile 2011 n. 8539

(Pres. Vitrone, rel. Mercolino)

L'opposizione a decreto ingiuntivo da luogo ad un ordinario giudizio di cognizione, il quale, sovrapponendosi allo speciale e sommario procedimento monitorio, investe il giudice del potere-dovere di statuire sulla pretesa originariamente latta valere con la domanda di ingiunzione e sulle eccezioni e difese contro la stessa proposte, con la conseguenza che l'opponente, pur assumendo normalmente la veste di attore, viene a trovarsi nella posizione sostanziale di convenuto, mentre l'opposto, formalmente convenuto, dev'essere considerato attore dal punto di vista sostanziale

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Procedimento civile

Nullità del contratto per mancanza della forma scritta - Rilievo d'Ufficio - Violazione dell'art. 112 c.p.c. - Non sussiste

Cass. civ., sez. I, sentenza 14 aprile 2011 n. 8539
 
(Pres. Vitrone, rel. Mercolino)

Allorché sia in discussione l'applicazione o l'esecuzione del titolo negoziale posto a fondamento della pretesa azionata con la domanda giudiziale, la nullità del contratto è rilevabile d'ufficio, ai sensi dell'art. 1421 c.c., anche in sede di gravame, ponendosi la validità dell'atto come elemento costitutivo della domanda, che il giudice è tenuto a verificare, nell'ambito dell'indagine a lui demandata in ordine alla sussistenza delle condizioni dell'azione, senza che ciò comporti una violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato (cfr. Cass. Sez. 1, 21 dicembre 2007, n. 27088; 1 ottobre 2007, n. 21141; 1 marzo 2007, n. 4853)

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Spese processuali - Compensazione - Oggettiva controvertibilità dell'oggetto della lite

Cass. civ., sez. III, sentenza 24 marzo 2011 n. 6737

(Pres. Filadoro, rel. De Stefano)

La compensazione delle spese di lite è possibile e legittima in caso di originario carattere obiettivamente controvertibile della materia del contendere

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Notificazione al Portiere - Requisiti di Validità - Ricerca di altre persone - Sussiste

Cass. civ., sez. II, sentenza 12 aprile 2011 n. 8284

E' nulla la notifica effettuata a mezzo posta con la sola consegna al portiere dello stabile, senza attestazione dell'avvenuta ricerca delle altre persone abilitate, attestazione che può avvenire anche con la crocettatura delle apposite caselle nel relativo modulo

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Mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali - Decreto Legislativo n. 28/2010 - Questione di legittimità costituzionale - Non manifesta infondatezza - Rimessione alla Corte Costituzionale

Tar Lazio, Roma, sez. I, ordinanza 12 aprile 2011 n. 3202

(Pres. Giovannini, est. Bottiglieri)

E' rilevante e non manifestamente infondata, in relazione agli artt. 24 e 77 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 5 del d.lgs. n. 28 del 2010, comma 1, primo periodo (che introduce a carico di chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa alle controversie nelle materie espressamente elencate l'obbligo del previo esperimento del procedimento di mediazione), secondo periodo (che prevede che l'esperimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale), terzo periodo (che dispone che l'improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto o rilevata d'ufficio dal giudice).

E' rilevante e non manifestamente infondata, in relazione agli artt. 24 e 77 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 16 del d.lgs. n. 28 del 2010, comma 1, laddove dispone che abilitati a costituire organismi deputati, su istanza della parte interessata, a gestire il procedimento di mediazione sono gli enti pubblici e privati, che diano garanzie di serietà ed efficienza

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Controversie relative alle opposizioni ad ingiunzioni di pagamento di sanzioni amministrative - Norme applicabili - Giudizio di Appello

Cass. civ., sez. VI, ordinanza 10 marzo 2011 n. 5826

(Pres. e rel. Piccialli)

Nella controversie relative alle opposizioni ad ingiunzioni di pagamento di sanzioni amministrative, si applicano, per quanto non espressamente previsto o derogato dalla speciale normativa contenuta nella Legge n. 689 del 1981, articoli 22 e 23, le generali norme previste dal codice di procedure civile per i giudizi ordinari (v., tra le altre, Cass. nn. 11964/91, 7832/94, 5663/96). Piu' recentemente e con specifico riferimento al giudizio di appello (che come e' noto e' stato reso possibile a seguito della modifica apportata all'articolo 23, u.c., Legge cit. dal Decreto Legislativo n. 40 del 2006, articolo 26 che tuttavia nulla ha previsto per il relativo rito), e' stato affermato il piu' specifico principio (costituente corollario logico di quello generale in precedenza enunciato), secondo cui in tema di opposizione a sanzioni amministrative le regole speciali dettate per il giudizio di primo grado non possono ritenersi automaticamente estensibili anche a quello di appello, in mancanza di una espressa disposizione in tal senso (v. Cass. 2A, n. 14520/09 e S.U. n. 23285/10, in tema di difesa personale della parte, e S.U. n. 23594/10, con riferimento alla competenza in grado di appello, in deroga alle speciali regole sul foro erariale). L'appello, dunque, va introdotto con citazione e non con ricorso

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Opposizione a decreto ingiuntivo - art. 645 c.p.c. - Dimezzamento dei termini di costituzione dell'opponente - Sezioni Unite 19246/2010 - Principio non condivisibile - Nuova remissione alle Sezioni Unite

Cass. civ., sez. III, ordinanza 22 marzo 2011 n. 6514

(Pres. Preden, est. Lanzillo)

Va rimesso in discussione l'automatico dimezzamento del termine di costituzione per l'opponente nei giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo, stabilito nella pronuncia delle sezioni unite n. 19246 del 2010: tale soluzione determina, in via meramente interpretativa, un aggravamento della posizione di una sola delle parti del giudizio, nell'esercizio del diritto di difesa, non previsto dalla legge, in un procedimento che vede già il convenuto opponente in una posizione di svantaggio rispetto all'attore-opposto. Inoltre per gli effetti sui procedimenti in corso che il nuovo principio di diritto determina, è necessaria una seria riflessione sul problema dell'efficacia nel tempo delle regole giurisprudenziali, specie se processuali, e per queste ragioni si sottopone la problematica alle Sezioni Unite come questione di massima di particolare importanza.

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