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Procedimento civile

Procedimento civile

RAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO – VIOLAZIONE – INDENNIZZO – SPETTANZA ANCHE ALLA PARTE CONTUMACE - SUSSISTE (Legge 89/2001)

Cass. Civ., SS.UU., sentenza 14 gennaio 2014 n. 585, (Pres. Rovelli, Est. Bucciante)

L’indennizzo per violazione della durata ragionevole del processo, previsto dall’art. 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89 compete anche a chi non si è costituito (o per il tempo in cui non si è costituito), poiché comunque “il contumace è parte del giudizio”.

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Procedimento civile

IMPUGNAZIONE - RIGETTO INTEGRALE - RADDOPPIO DEL CONTRIBUTO UNIFICATO EX ART. 13, COMMA 1 QUATER, DEL D.P.R. N. 115 DEL 2002 - DECORRENZA - NOTIFICA DEL RICORSO - RILEVANZA (Art. 13, comma I-quater, d.P.R. 115/2002)

Cass. Civ., SS.UU., sentenza 18 febbraio 2014 n. 3774 (Pres. Rovelli, rel. Virgilio)

In tema di raddoppio del contributo unificato in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell’impugnazione, per individuare i procedimenti iniziati in data successiva al 30 gennaio 2013 (ai quali soli la previsione trova applicazione) deve aversi riguardo, secondo i principi generali in tema di litispendenza, al momento in cui la notifica del ricorso per Cassazione si è perfezionata, con la ricezione dell’atto da parte del destinatario, e non a quello in cui la notifica è stata chiesta all’ufficiale giudiziario o il plico è stato spedito a mezzo del servizio postale

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IMPUGNAZIONE - RIGETTO INTEGRALE - RADDOPPIO DEL CONTRIBUTO UNIFICATO EX ART. 13, COMMA 1 QUATER, DEL D.P.R. N. 115 DEL 2002 – DISPOSITIVO DEL PROVVEDIMENTO – DECLARATORIA DI SUSSISTENZA DEI PRESUPPOSTI DI LEGGE - SUSSISTE (Art. 13, comma I-quater, d.P.R. 115/2002)

Cass. Civ., SS.UU., sentenza 18 febbraio 2014 n. 3774 (Pres. Rovelli, rel. Virgilio)

In tema di raddoppio del contributo unificato in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità, il giudice, a chiusura del provvedimento, dichiara, ai sensi dell’art. 13, comma 1 - quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, inserito dall’art. 1, comma 17, della legge n. 228 del 2012, la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1 - bis dello stesso art. 13.

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RITO CAMERALE – PRODUZIONE DI DOCUMENTI – FINO ALL’UDIENZA DI DISCUSSIONE – SUSSISTE – CONTRADDITTORIO SUI DOCUMENTI PRODOTTI – NECESSITÀ – SUSSISTE (art. 737 c.p.c.)

Cass. Civ., sez. I, 24 febbraio 2014 (Pres. Di Palma)

Nei giudizi svolti con rito camerale, l'acquisizione dei mezzi di prova e, in particolare, dei documenti, è ammissibile fino all'udienza di discussione, purché si instauri un pieno contraddittorio tra le parti (al riguardo, tra le altre, Cass. N. 11319 del 2005; n. 8547 del 2003). In mancanza, si verifica una violazione del diritto di difesa.

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Procedimento civile

RESPONSABILITÀ PROCESSUALE AGGRAVATA – DOMANDA EX ART. 96 C.P.C. - RIGETTO – MOTIVAZIONE IMPLICITA – AMMISSIBILITÀ – SUSSISTE (art. 96 c.p.c.)

Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 7 gennaio 2014 n. 61 (Pres. Rovelli, est. Spirito)

Il rigetto della domanda ex art. 96 c.p.c. può essere sorretto da motivazione implicita, dove il giudice abbia compensato le spese di lite tra le parti, motivando tale scelta

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ESECUZIONE FORZATA – PIGNORAMENTI RIUNITI E INTERVENTI TITOLARI – CADUCAZIONE DEL TITOLO DEL CREDITORE PROCEDENTE – SORTE DEL PROCESSO ESECUTIVO (art. 493 c.p.c.)

Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 7 gennaio 2014 n. 61 (Pres. Rovelli, est. Spirito)

Nel processo di esecuzione forzata, a cui partecipino più creditori concorrenti, le vicende relative al titolo esecutivo del creditore procedente (sospensione, sopravvenuta inefficacia, caducazione, estinzione) non possono ostacolare la prosecuzione dell’esecuzione sull’impulso del creditore intervenuto il cui titolo abbia conservato forza esecutiva, salvo che il difetto del titolo posto a fondamento dell’azione esecutiva del creditore procedente sia originario.

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Procedimento Civile

AVVERTIMENTO PROCESSUALE A FAVORE DELLA CONTROPARTE - CARATTERE ECCEZIONE E DEROGATORIO - NECESSITÀ DELLA PREVISIONE LEGALE - SUSSISTE - INTRODUZIONE DELL’AVVERTIMENTO PER VIA INTERPRETATIVA - ESCLUSIONE

Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 18 aprile 2013, n. 9407 (Pres. Preden - rel. Amoroso)

Alla luce del canone generale della conoscenza delle regole del processo, le prescrizioni che prevedono la comunicazione di avvertimenti di natura processuale costituiscono una normativa speciale e derogatoria, che è riferita a fattispecie circoscritte. Quando il legislatore ha ritenuto di rafforzare la consapevolezza di una parte in ordine ad alcune conseguenze processuali potenzialmente per essa pregiudizievoli lo ha previsto espressamente ed ha indicato il contenuto dell'avvertimento prescritto. In altri termini, se il legislatore ritiene che occorra rafforzare la consapevolezza di una regola processuale con un "avvertimento", il contenuto di quest'ultimo, proprio per la finalità perseguita dalla prescrizione, non può che essere quello testualmente recato dalla prescrizione stessa piuttosto che quello risultante all'esito di un'attività interpretativa. Ne consegue che tali prescrizioni di "avvertimenti" hanno carattere speciale e derogatorio e il contenuto dell'avvertimento stesso deve risultare testualmente indicato nella norma stessa

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ISTANZA ISTRUTTORIA NON ACCOLTA IN PRIMO GRADO - OMESSA RIPROPOSIZIONE NELLA PRECISAZIONE DELLE CONCLUSIONI - RINUNZIA TACITA - SUSSISTE

Cass. Civ., sez. III, sentenza 17 aprile 2013 n. 9231 (Pres. Carleo, rel. Chiarini)

L’istanza istruttoria non accolta nel corso del giudizio, che non venga riproposta in sede di precisazione delle conclusioni, deve reputarsi tacitamente rinunciata, e senza che perciò sia vulnerato o reso disagevole il diritto di "difendersi provando", che è subordinato ad una domanda della parte che, rigettata dal giudice dell'istruttoria, va rivolta al giudice che decide la causa, così garantendosi anche il diritto di difesa della controparte, la quale non deve controdedurre su quanto non espressamente richiamato (Cass. 10748 del 2012).

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NOTIFICAZIONI - A PERSONA GIURIDICA - CONSEGNA DELL'ATTO A FAMILIARE CONVIVENTE DEL RAPPRESENTANTE LEGALE - VALIDITÀ - SUSSISTE

Cass. Civ., sez. lav., sentenza 13 marzo 2013 n. 6345 (Pres. Roselli, rel. Stile)

La notificazione a persona giuridica è validamente effettuata a mezzo posta al legale rappresentante della stessa, la cui qualità e residenza siano indicati nell'atto, in caso di consegna a mani di un familiare convivente con il destinatario, dovendo presumersi che l'atto sia giunto a conoscenza dello stesso e restando irrilevante ogni indagine sulla riconducibilità del luogo di detta consegna fra quelli indicati dall'art. 139 cod. proc. Civ.

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ATTO DI APPELLO - ART. 342 C.P.C. - AVVERTIMENTO PRESCRITTO DALL’ART. 163, COMMA III, N. 7 C.P.C. - NECESSITÀ - REGIME GIURIDICO ANTERIORE ALLE MODIFICHE APPORTATE DALLA L. 134/2012 - SUSSISTE (ART. 342 C.P.C.)

Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 18 aprile 2013, n. 9407 (Pres. Preden - rel. Amoroso)

L’art. 342 cod. - che, nel testo (applicabile ratione temporis) quale sostituito dall'art. 50 legge 26 novembre 1990, n. 353, e prima dell'ulteriore modifica di cui all'art. 54, comma 1, lett. 0a), d.l. 22 giugno 2012, n. 83, conv. in l. 7 agosto 2012, n. 134, prevede che l'appello si propone con citazione che deve contenere l'esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell'impugnazione, nonché “le indicazioni prescritte nell'art. 163” - non richiede altresì che, in ragione del richiamo di tale ultima disposizione, l'atto d'appello debba contenere anche lo specifico avvertimento, prescritto dal n. 7 del terzo comma dell'art. 163 c.p.c., che la costituzione oltre i termini di legge implica le decadenze di cui agli artt. 38 e 167 c.p.c., atteso che queste ultime si riferiscono solo al regime delle decadenze nel giudizio di primo grado e non è possibile, in mancanza di un'espressa previsione di legge, estendere la prescrizione di tale avvertimento alle decadenze che in appello comporta la mancata tempestiva costituzione della parte appellata

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