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Lavoro, Previdenza, Legislazione sociale

Lavoro, Previdenza, legislazione sociale

R.D.L. n. 1334 del 1937 - Decorrenza del congedo matrimoniale ivi previsto - Decorrenza necessaria dal giorno del matrimonio - Esclusione

Cass. Civ., sez. Lav., sentenza 6 giugno 2012 n. 9150 (Pres. Roselli, Rel. Balestrieri)

L’articolo unico del R.D.L. n. 1334\37, convertito in legge 23 dicembre 1937 n. 2387, prevede soltanto il diritto degli impiegati privati di cui al R.D.L. n. 1825\24, ad un congedo straordinario per contrarre matrimonio non eccedente la durata di quindici giorni. Benché la norma stabilisca che il congedo spetti per contrarre il matrimonio, n in assenza di specifica disciplina collettiva, ed essendo la norma evidentemente diretta a tutelare le personali esigenze del lavoratore in occasione delle nozze, anche costituzionalmente tutelate (art. 31, comma 1, Cost.), non può ritenersi che tale periodo debba necessariamente decorrere dal giorno del matrimonio. Quest’ultimo deve intendersi come la causa che fa sorgere il diritto del lavoratore, e non il dies a quo dello stesso. Soccorrono infatti in materia i principi di buona fede e correttezza nell’adempimento delle obbligazioni e nell’esecuzione del contratto (artt. 1175 e 1375 c.c.), sicché, contemperando le tutelate esigenze personali del lavoratore in occasione del matrimonio, e le esigenze organizzative dell’impresa (che potrebbero giustificare una differente collocazione temporale del congedo ove siano gravi e comprovate), deve ritenersi che il periodo di fruizione debba essere giustificato dall’evento matrimonio e che tale necessario collegamento, da un lato, non impone che la giornata del matrimonio debba essere necessariamente ricompresa nei quindici giorni di congedo, ma, dall’altro, non può neanche comportare che la relativa fruizione sia del tutto svincolata dell’evento giustificativo. Ne consegue che il congedo per matrimonio, che il lavoratore deve richiedere con sufficiente anticipo, spetti, in difetto di specifica disciplina contrattuale collettiva, laddove il periodo richiesto sia ragionevolmente connesso, in senso temporale, con la data delle nozze, ciò essendo sufficiente a mantenere il necessario rapporto causale con l’evento.