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Famiglia

Famiglia

Procedimento civile - Separazione personale dei coniugi - Comparizione personale delle parti davanti al Presidente del Tribunale - Previsione dell'obbligo, anziché della facoltà, per ciascun coniuge di farsi assistere da un difensore - Conseguente impossibilità di esperire il tentativo di conciliazione nel caso in cui il convenuto non sia munito di assistenza legale

Corte cost., ordinanza 16 febbraio 2012 n. 26

(Pres. Quaranta, est. Grossi)

E' inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 707 e 708 c.p.c. nella parte in cui impongono la difesa legale nell'udienza presidenziale della separazione. Infatti, in assenza di un diritto vivente ed in presenza di variegate interpretazioni da parte della dottrina, il rimettente non si pone il problema di individuare la portata e le conseguenze applicative - quanto alla eventuale possibilità di configurare distinte modalità di partecipazione dei coniugi ai due momenti caratterizzanti la fase dell'udienza presidenziale, pur in presenza della previsione dell'assistenza del difensore di cui al primo comma dell'art. 707 cod. proc. civ. - delle locuzioni differenziate presenti rispettivamente nel primo e nel terzo comma del successivo art. 708, che prevedono, da un lato, che "All'udienza di comparizione il presidente deve sentire i coniugi prima separatamente e poi congiuntamente, tentandone la conciliazione" (primo comma) e, dall'altro lato, che, "Se la conciliazione non riesce, il presidente, anche d'ufficio, sentiti i coniugi ed i rispettivi difensori, dà con ordinanza i provvedimenti temporanei e urgenti che reputa opportuni nell'interesse della prole e dei coniugi […]" (terzo comma).