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Famiglia

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Mantenimento Diretto - Art. 155 c.c. - Esclusione - Previsione di un assegno da versare al genitore collocatario - Discrezionalità - Sussiste

Cass. Civ., sez. I., sentenza 20 gennaio 2012 n. 785

(Pres. Luccioli, rel. Dogliotti)

L'articolo 155 del codice civile, nello stesso secondo comma in cui prevede in via prioritaria la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori, dispone che il giudice può fissare la misura e il modo con cui ciascuno deve contribuire al mantenimento, conferendo al magistrato un'ampia discrezionalità. Inoltre il successivo comma 4 affida al giudice il potere di stabilire "ove necessario" la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità. Ne consegue che, nell'ambito della discrezionalità accordata dalla legge, è legittima la scelta del giudice di disporre il pagamento di un assegno in luogo del mantenimento diretto con la motivazione che un'accentuata litigiosità dei genitori è circostanza idonea a sollevare ulteriori conflitti in un contesto che esige, al contrario, una condotta pienamente collaborativa