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Famiglia

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Cessazione degli effetti civili del matrimonio - Promessa di non mettere mai in discussione l'assegno di divorzio - Inefficacia - Nullità per illiceità della causa - Sussiste

Cass. Civ., Sezione I, sentenza

4 novembre 2010 n. 22505

E' nulla per illiceità della causa la dichiarazione con la quale il coniuge gravato dell'assegno divorziale si impegni, nei confronti dell'altro coniuge, a non mettere mai in discussione l'importo dell'assegno stesso, in quanto l'art. 9 della Legge n. 898/1970, come modificato dall'art. 13 della Legge n. 74/1987, nel consentire in ogni tempo la revisione delle condizioni di divorzio, rende evidente che in tale ambito il giudicato è sempre "rebus sic stantibus", ossia modificabile in caso di successive variazioni di fatto. In particolare, la nullità per illiceità della causa si giustifica perché un tale tipo di abdicazione è interferente sul diritto indisponibile all'assegno di divorzio, di carattere assistenziale, ed inerente a materia nella quale le decisioni del giudice, collegate anche ad interessi di ordine generale, sono svincolate dal potere dispositivo dei contendenti (Nel caso di specie, la dichiarazione era la seguente: ""le statuizioni di natura economico-patrimoniale contenute nella sentenza di cessazione degli effetti civili del nostro matrimonio, emessa dal Tribunale di Roma il 19 gennaio 1996 n. 305, non saranno mai da me messe in discussione ma sempre puntualmente osservate e rispettate")