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Famiglia

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Adozione – Consenso “inizialmente” prestato dalla madre naturale – Possibilità di provare una diversa decisione – preclusione – Violazione dell’art. 8 della CEDU - sussiste

Corte Eur. Dir. Uomo, 13 gennaio 2009, affaire Torodova c/ Italia

(Pres. Tulknes)

Nelle procedure di adozione, lo Stato deve assicurare che il consenso prestato dalla madre, in ordine alla adozione dei suoi figli: a) sia fornito nella piena consapevolezza di tutte le sue implicazioni; b) sia assistito da appropriate garanzie. Sussiste, pertanto, la violazione dell’art. 8 della Cedu in relazione alla decisione di adottabilità emessa dai giudici italiani nei confronti di minori 27 giorni dopo la loro nascita ove, a fronte del consenso inizialmente prestato dalla madre, le sia impedito di fornire la prova in ordine ad una sua diversa decisione. In particolare, in caso di scelta di abbandono dei minori, è indefettibile, per rispettare l’art. 8 Cedu, garantire alla madre il diritto ad essere ascoltata davanti l’Autorità giudiziaria per rimettere in discussione la sua scelta originaria. (Fattispecie in cui la ricorrente aveva abbandonato le proprie gemelle che, 27 giorni dopo, venivano dichiarate adottabili dal Tribunale per i minorenni di Bari senza procedere all’ascolto della madre. Questa ha lamentato davanti alla Corte la violazione dell’art. 8 della Cedu in relazione alla decisione di adottabilità emessa dai giudici de quibus. Secondo la Corte, lo Stato italiano non avrebbe assicurato che il consenso prestato dalla madre in ordine all’adozione dei suoi figli fosse fornito nella piena consapevolezza delle sue implicazioni e assistito da appropriate garanzie)