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Contratti e obbligazioni

Contratti e Obbligazioni

VENDITA – DICHIARAZIONE DI COERENZA DEI DATI CATASTALI EX ART. 19 D.L. 78/2010 – OMISSIONE – CONSEGUENZE – NULLITÀ – SUSSISTE

Cass. Civ., sez. II, sentenza 11 aprile 2014 n. 8611 (Pres. Triola, rel. Mazzacane)

La vendita immobiliare priva della dichiarazione di coerenza dei dati catastali, prescritta dall’art. 19, comma 14, del d.l. n. 78 del 2010, conv. in legge n. 122 del 2010, non soddisfa la “ratio” pubblicistica di contrasto all’evasione fiscale ed è affetta da nullità assoluta, conseguendone la responsabilità disciplinare del notaio rogante.

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AZIONE DI INADEMPIMENTO EX ART. 1453, SECONDO COMMA, COD. CIV. - DOMANDA DI RISOLUZIONE PER INADEMPIMENTO PROPOSTA IN CORSO DI CAUSA - ESTENSIONE DELLA MUTATIO ALLA CONSEGUENTE DOMANDA DI RISARCIMENTO DANNI - AMMISSIBILITÀ

Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 11 aprile 2014 n. 8510 (Pres. Rovelli, rel. Giusti)

La parte che, ai sensi dell’art. 1453, secondo comma, cod. civ., chieda la risoluzione del contratto per inadempimento nel corso del giudizio dalla stessa promosso per ottenere l’adempimento, può domandare, contestualmente all’esercizio dello ius variandi, oltre alla restituzione della prestazione eseguita, anche il risarcimento dei danni derivanti dalla cessazione degli effetti del regolamento negoziale.

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RICONOSCIMENTO DEL DEBITO - TELEGRAMMA - SUSSISTE

Cass. Civ., sez. II, sentenza 13 marzo 2013 n. 6370 (Pres. Triola, rel. Parziale)

Costituisce riconoscimento del debito il telegramma che, inviato all'esito di una fitta corrispondenza intercorsa tra le parti, contenga l'espressa e chiara volontà del mittente di fissare un incontro non per discutere della questione, ma "per il pagamento delle quote condominiali arretrate".

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IMPUTAZIONE DI PAGAMENTO - DICHIARAZIONE DI IMPUTAZIONE EX ART. 1195 C.C. - OMISSIONE - CONSEGUENZE

Cass. Civ., sez. VI, ordinanza 5 febbraio 2013 n. 2672 (Pres. Goldoni, est. Giusti)

In tema di imputazione di pagamento, quando il debitore non si avvalga della facoltà di dichiarare quale debito intenda soddisfare, la scelta, come desumibile dall'art. 1195 cod. civ., spetta al creditore, il quale, nello stesso documento di quietanza, può dichiarare di imputare il pagamento ad uno o più debiti determinati, subentrando i criteri legali di cui all'art. 1193 cod. civ., che hanno carattere suppletivo, soltanto quando né il debitore né il creditore abbiano effettuato l'imputazione.

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Buona fede – regola di comportamento -  Anche criterio di determinazione della prestazione contrattuale

Cass. Civ., sez. III, sentenza 29 gennaio 2013 n. 2071 (Pres. Trifone, rel. Scarano)

Oltre che regola (artt. 1337, 1358, 1375 e 1460 c.c.) di comportamento (quale dovere di solidarietà fondato sull'art. 2 Cost. (v. Cass., 10/11/2010, n. 22819; Cass., 22/1/2009, n. 1618; Cass., Sez. Un., 25/11/2008, 28056) che trova applicazione a prescindere alla sussistenza di specifici obblighi contrattuali, in base al quale il soggetto è tenuto a mantenere nei rapporti della vita di relazione un comportamento leale, specificantesi in obblighi di informazione e di avviso, nonchè volto alla salvaguardia dell'utilità altrui nei limiti dell'apprezzabile sacrificio, dalla cui violazione conseguono profili di responsabilità: v. Cass., 27/4/2011, n. 9404; Cass., Sez. Un., 25/11/2008, n. 28056; Cass., 24/7/2007, n. 16315; Cass., 13/4/2007, n. 8826; Cass., 27/10/2006, n. 23273; Cass., 20/2/2006, n. 3651. V. altresì Cass., 24/9/1999, n. 10511; Cass., 20/4/1994, n. 3775), e regola (art. 1366 c.c.) di interpretazione del contratto (v. Cass., 23/5/2011, n. 11295), la buona fede oggettiva o correttezza è infatti anche criterio di determinazione della prestazione contrattuale, costituendo invero fonte - altra e diversa sia da quella eteronoma suppletiva ex art. 1374 c.c., (in ordine alla quale v. la citata Cass., 27/11/2012, n. 20991) che da quella cogente ex art. 1339 c.c. (in relazione alla quale cfr. Cass., 10/7/2008, n. 18868; Cass., 26/1/2006, n. 1689; Cass., 22/5/2001, n. 6956. V. altresì Cass., 9/11/1998, n. 11264) - di integrazione del comportamento dovuto (v. Cass., 30/10/2007, n. 22860), là dove impone di compiere quanto necessario o utile a salvaguardare gli interessi della controparte, nei limiti dell'apprezzabile sacrificio (che non si sostanzi cioè in attività gravose o eccezionali o tali da comportare notevoli rischi o rilevanti sacrifici (v. Cass., 30/3/2005, n. 6735; Cass., 9/2/2004, n. 2422), come ad esempio in caso di specifica tutela giuridica, contrattuale o extracontrattuale, non potendo considerarsi implicare financo l'intrapresa di un'azione giudiziaria (v. Cass., 21/8/2004, n. 16530), anche a prescindere dal rischio della soccombenza (v. Cass., 15/1/1970, n. 81)). L'impegno imposto dall'obbligo di buona fede oggettiva o correttezza va quindi correlato alle condizioni del caso concreto, alla natura del rapporto, alla qualità dei soggetti coinvolti (v. Cass., 30/10/2007, n. 22860).

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Annullamento del contratto per stato di incapacità - Sindacato - Limiti

Cass. Civ., sez. II, sentenza 24 gennaio 2013 n. 1745 (Pres. Oddo, rel. Carrato)

Qualora sia proposta domanda di annullamento di un contratto per incapacità naturale, l'indagine relativa alla sussistenza dello stato di incapacità del soggetto che abbia stipulato il contratto ed alla malafede di colui che contrae con l'incapace di intendere e di volere si risolve in un accertamento in fatto demandato al giudice di merito, sottratto al sindacato del giudice di legittimità ove congruamente e logicamente motivato.

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Contratto preliminare – Impegno del promittente venditore a cancellare una iscrizione ipotecaria – Inadempimento – Rifiuto del promissario di stipulare il definitivo – Legittimità – Sussiste

Cass. Civ., sez. II, sentenza 10 gennaio 2013 n. 513(Pres. Oddo, rel. Giusti)

E' inadempiente il promittente venditore che venga meno all'impegno assunto con il preliminare, di provvedere alla cancellazione dell'iscrizione ipotecaria e per l'effetto è legittimo il rifiuto del promissario acquirente avesse di pervenire alla stipula del definitivo. In questa prospettiva, infatti, l'omessa rimozione della iscrizione ipotecaria, da parte del promittente, costituisce un ostacolo alla stipula del definitivo.

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Fatto dell'ausiliario – Responsabilità – Art. 1228 c.c. - 2049 c.c. - Condizioni - principio cuius commoda eius et incommoda, o, più precisamente, dell'appropriazione o avvalimento dell'attività altrui per l'adempimento della propria obbligazione

Cass. Civ., sez. III, sentenza 11 dicembre 2012 n. 22619 (Pres. Segreto, rel. Scarano))

La responsabilità per fatto dell'ausiliario (e del preposto) prescinde dalla sussistenza di un contratto di lavoro subordinato, essendo irrilevante la natura del rapporto tra i medesimi sussistente ai fini considerati, fondamentale rilevanza viceversa assumendo la circostanza che dell'opera del terzo il debitore comunque si avvalga nell'attuazione della sua obbligazione, ponendo la medesima a disposizione del creditore (v., da ultimo, con riferimento a diversa fattispecie, Cass., 26/5/2011, n. 11590), sicché la stessa risulti a tale stregua inserita nel procedimento esecutivo del rapporto obbligatorio. La responsabilità che dall'esplicazione dell'attività di tale terzo direttamente consegue in capo all'utilizzatore riposa allora sul principio cuius commoda eius et incommoda, o, più precisamente, dell'appropriazione o avvalimento dell'attività altrui per l'adempimento della propria obbligazione, comportante l'assunzione del rischio per i danni che al creditore ne derivino. Né, al fine di considerare interrotto il rapporto in base al quale l'organizzatore o venditore di un pacchetto turistico è chiamato a rispondere, vale distinguere tra comportamento colposo e comportamento doloso del soggetto agente (che della responsabilità del primo costituisce il presupposto), essendo al riguardo sufficiente (in base a principio che trova applicazione sia nella responsabilità contrattuale che in quella extracontrattuale) la mera occasionalità necessaria (v. Cass., 17/5/2001, n. 6756; Cass., 15/2/2000, n. 1682). Il debitore risponde quindi direttamente di tutte le ingerenze dannose che al dipendente o al terzo preposto della cui opera comunque si avvale sono rese possibili dalla posizione conferitagli rispetto al creditore/danneggiato, e cioè dei danni che può arrecare in ragione di quel particolare contatto cui si espone nei suoi confronti il creditore (nel caso, turista-consumatore di pacchetto turistico

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Nullità del contratto – Rilievo della patologia – In caso di domanda di annullamento – Rimessione alle Sezioni Unite

Cass. Civ., Sez. II, ordinanza 27 novembre 2012 n. 21083 (Pres. Rovelli, rel. Scrima)

Va rimessa al Primo presidente la seguente questione di massima di particolare importanza: “se la nullità del contratto possa essere rilevata d’ufficio non soltanto allorché sia stata proposta domanda di adempimento o di risoluzione, ma anche nel caso in cui sia domandato l’annullamento del contratto stesso”.

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Impegno del venditore ad eliminare i vizi della cosa – Corrispondente diritto che ne deriva – Prescrizione – Decennale – Diritti alla riduzione del prezzo e risoluzione del contratto – Prescrizione - Annuale

Cass. civ., Sez. Un., sentenza 13 novembre 2012 n. 19702 (Pres. Preden, rel. Bucciante)

L’impegno del venditore all’eliminazione dei vizi, accettato dal compratore, fa sorgere il corrispondente diritto, che è soggetto alla prescrizione decennale, mentre i diritti alla riduzione del prezzo e alla risoluzione del contratto restano soggetti alla prescrizione annuale.

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