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Contratti (singoli)

Contratti (singoli)

Responsabilità disciplinare del notaio - Redazione di un atto proibito dalla Legge - Atto costitutivo di società - Clausola compromissoria di arbitrato di diritto comune - art. 34 d.lgs. 5/2003 - Orientamenti giurisprudenziali difformi - Responsabilità siolo a decorrere dall'1 settembre 2011

Cass. Civ., sez. VI, sentenza 13 ottobre 2011 n. 21202

(Pres. Finocchiaro, rel. Segreto)

Sussiste la responsabilità disciplinare del notaio a norma dell'art. 28, c. 1, n. 1, l. n. 89/1913, per aver redatto un atto espressamente proibito dalla legge, allorché sia stato rogato, a decorrere dall'1 settembre 2011, un atto costitutivo di società, con previsione di clausola compromissoria di arbitrato di diritto comune e, quindi, difforme dal disposto dell'art. 34 del d. lgs. n. 5/2003, poiché solo da tale data può ritenersi pacifica l'interpretazione della norma come comportante la nullità di siffatta clausola

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Contratti (singoli)

Rinvio pregiudiziale - Trasporto aereo - Regolamento (CE) n. 261/2004 - Art. 2, lett. l) - Compensazione pecuniaria per i passeggeri in caso di cancellazione del volo - Nozione di "risarcimento supplementare" - Compensazione pecuniaria ai sensi della normativa nazionale

Corte di giustizia dell'Unione europea, sentenza 13 ottobre 2011 - Causa C-83/10

(Pres. Lenaerts, rel. Malenovsky)

La nozione di "risarcimento supplementare", di cui all'art. 12 del regolamento n. 261/2004, deve essere interpretata nel senso che consente al giudice nazionale, alle condizioni previste dalla convenzione per l'unificazione di alcune norme relative al trasporto aereo o dal diritto nazionale, di concedere il risarcimento del danno, incluso quello di natura morale, occasionato dall'inadempimento del contratto di trasporto aereo. Per contro, il giudice nazionale non può utilizzare la nozione di "risarcimento supplementare" quale fondamento giuridico per condannare il vettore aereo a rimborsare ai passeggeri, il cui volo ha subito un ritardo oppure è stato cancellato, le spese che gli stessi hanno dovuto sostenere a causa dell'inadempimento da parte del citato vettore degli obblighi di sostegno e assistenza di cui agli artt. 8 e 9 di tale regolamento

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Rinvio pregiudiziale - Trasporto aereo - Regolamento (CE) n. 261/2004 - Art. 2, lett. l) - Compensazione pecuniaria per i passeggeri in caso di cancellazione del volo - Nozione di "cancellazione del volo"

Corte di giustizia dell'Unione europea, sentenza 13 ottobre 2011 - Causa C-83/10

(Pres. Lenaerts, rel. Malenovsky)

La nozione di "cancellazione del volo", come definita dall'art. 2, lett. l), del regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 11 febbraio 2004, n. 261, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento (CEE) n. 295/91, deve essere interpretata nel senso che, in una situazione come quella in discussione nella causa principale, essa non si riferisce esclusivamente all'ipotesi in cui l'aereo in questione non sia affatto partito, bensì comprende anche il caso in cui tale aereo è partito, ma, per una qualsivoglia ragione, è stato poi costretto a rientrare all'aeroporto di partenza, e i passeggeri di detto aereo sono stati trasferiti su altri voli

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Black Out - Responsabilità dell'Enel - Non sussiste - Condizioni e precisazioni


Cass. Civ., sez. III, sentenza 5 luglio 2011, n. 16318

(Pres. Finocchiaro, Rel. Vivaldi)

Dalla normativa regolante il sistema elettrico nazionale all'epoca dei fatti di causa, e segnatamente dagli artt. 1,2,3,9,13, d. lgs. N. 79/1999 e dal D.M. Industria 7 luglio 2000, emerge che la trasmissione di energia, attraversa la Rete Nazionale (e perciò fino alle cabine primarie dell'Enel distribuzione) è gestita obbligatoriamente ed in esclusiva dalla GRTN spa (soggetto del tutto autonomo rispetto ad Enel Distribuzione); che Enel Distribuzione non può procurarsi energia al di fuori della Rete Nazionale. Pertanto, la spa GRTN non può considerarsi ausiliaria della convenuta ex art.1228 c.c., poiché è un soggetto autonomo ed indipendente da questa e da qualsiasi altro soggetto operante nel settore elettrico, ed è posto in posizione di supremazia rispetto a tali soggetti e di monopolista nella gestione della rete di trasmissione, controllando tutti i flussi di energia da chiunque emessa e prelevata sulla rete, senza alcun potere direttivo o di controllo dell'Enel Distribuzione nei confronti di GRTN. Infatti, non tutti i soggetti della cui attività il debitore si avvalga per l'adempimento della propria obbligazione sono suoi ausiliari nei termini indicati dall'art. 1228 c.c. Possono considerarsi tali tutti e soltanto coloro che agiscono su incarico del debitore ed il cui operato sia assoggettato ai suoi poteri direttivi e di controllo, a prescindere dalla natura giuridica del rapporto intercorrente tra di essi ed il debitore medesimo, ovvero allorchè sussista un collegamento tra l'attività del preteso ausiliario e l'organizzazione aziendale del debitore della prestazione (cfr. Cass. 14.6.2007, n. 13953). Inoltre, la spa GRTN non può essere considerata ausiliaria dell'Enel Distribuzione per la trasmissione di energia, ma è posta in posizione di monopolista, per cui ad essa l'Enel Distribuzione doveva necessariamente rivolgersi per la trasmissione dell'energia da distribuire agli utenti

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Nesso causale - Causalità Omissiva - Accertamento

Cass. Civ., sez. III, sentenza 18 luglio 2011 n. 15709

(Pres. Filadoro, Rel. Armano)

In tema di responsabilità' civile, il nesso causale è regolato dal principio di cui agli artt. 40 e 41 c.p., per il quale un evento è da considerare causato da un altro se il primo non si sarebbe verificato in assenza del secondo, nonché' dal criterio della cosiddetta causalità' adeguata, sulla base del quale, all'interno della serie causale, occorre dar rilievo solo a quegli eventi che non appaiano (ad una valutazione ex ante) del tutto inverosimili, ferma restando, peraltro, la diversità' del regime probatorio applicabile, in ragione dei differenti valori sottesi ai due processi: nel senso che, nell'accertamento del nesso causale in materia civile, vige la regola della preponderanza dell'evidenza o del "più probabile che non", mentre nel processo penale vige la regola della prova "oltre il ragionevole dubbio". Nell'imputazione per omissione colposa il giudizio causale assume come termine iniziale la condotta omissiva del comportamento dovuto (Cass. n. 20328 del 2006; Cass. n. 21894 del 2004; Cass. n. 6516 del 2004; Cass. 22/10/2003, n. 15789): rilievo che si traduce a volte nell'affermazione dell'esigenza, per l'imputazione della responsabilità, che il danno sia una concretizzazione del rischio, che la norma di condotta violata tendeva a prevenire. Il Giudice pertanto è tenuto ad accertare se l'evento sia ricollegabile all'omissione (causalità omissiva) nel senso che esso non si sarebbe verificato se (causalità ipotetica) l'agente avesse posto in essere la condotta doverosa impostagli, con esclusione di fattori alternativi. L'accertamento del rapporto di causalità ipotetica passa attraverso l'enunciato "controfattuale" che pone al posto dell'omissione il comportamento alternativo dovuto, onde verificare se la condotta doverosa avrebbe evitato il danno lamentato dal danneggiato.

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Leasing Finanziario - Clausola che addossa all'utilizzatore il rischio della mancata consegna - Nullità


Cass. Civ., sez. II, sentenza 25 luglio 2011 n. 3895

(Pres. Oddo, Rel. Bertuzzi)

Il leasing finanziario non è un contratto "unico e plurilaterale", ma costituisce una figura di collegamento fra quello di leasing e quello di fornitura. Il concedente del bene locato, che spesso è un veicolo o un mezzo pesante utilizzato per lavori sul campo, non può dunque addossare all'utilizzatore il rischio della mancata consegna. Consentire al futuro utilizzatore il godimento del bene locato è parte integrante della prestazione cui si obbliga il concedente nell'ambito del contratto di leasing finanziario: risulta dunque invalida ogni clausola riversa sull'utilizzatore il rischio della mancata consegna del bene

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Trasporto di Persone - Presunzione di responsabilità - Art. 1681 c.c. - Requisiti

Cass. civ., sez. IV, ordinanza 23 febbraio 2011 n. 4442

In tema di trasporto di persone, la presunzione di responsabilità di cui all'art. 1681 c.c., a carico del vettore per i danni al viaggiatore opera quando sia provato il nesso causale tra il sinistro occorso al viaggiatore medesimo e l'attività del vettore in esecuzione del trasporto, restando viceversa detta presunzione esclusa quando sia accertata la mancanza di una colpa in capo al vettore, come nel caso in cui il sinistro venga attribuito al fatto di un terzo viaggiatore

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Appalto - Azione ex art. 1669 c.c. - Differenze con l'azione ex art. 1667 c.c.

Cass. Civ., sez. II, sent. 3 agosto 2010 n. 18032

(Pres. Oddo, est. Correnti)

La responsabilità dell'appaltatore per gravi difetti dell'opera sancita dall'art. 1669 c.c. si distingue nettamente da quella per vizi e difformità denunziabili, ex art. 1667 c.c., con l'azione di responsabilità contrattuale e per i quali non è richiesto che necessariamente incidano in misura rilevante sull'efficienza e la durata dell'opera (La Corte conferma la sua giurisprudenza: ex pluribus, Cass. 6.12.00 n. 15488, 2.10.00 n. 13003,14.2.00 n. 1608, 7.1.00 n. 81 La conseguenza è che le due azioni non sono interscambiabili e la modifica in corso di processo costituisce mutatio libelli Proposta una in primo grado, non può essere proposta la seconda in appello)

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Appalto - azione ex art. 1669 c.c. - Natura giuridica - responsabilità extracontrattuale

Cass. Civ., sez. II, sent. 3 agosto 2010 n. 18032

(Pres. Oddo, est. Correnti)

L'azione di responsabilità prevista dall'art. 1669 c.c. ha natura extracontrattuale (Si tratta di una giurisprudenza ormai divenuta diritto vivente: ex pluribus: Cass. 31.3.06 n. 7634, 13.1.05 n. 567, 29.3.02 n. 4622, 10.4.00 n. 4485, 6.2.98 n. 1203, 19.9.97 n. 9313, 27.8.97 n. 8109, 14.12.93 n. 12304)

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Compravendita - denunzia dei vizi della merce acquistata - Mediante telegramma - Idoneità - Condizioni

Cass. civ., sez. II, sent. 3 agosto 2010, n. 18035

La denuncia dei vizi della merce acquistata può essere fatta anche a mezzo telegramma, idoneo ad interrompere il termine di prescrizione purché lo stesso contenga, oltre la denuncia della scoperta dei vizi, anche l'esplicitazione di una pretesa e l'intimazione o la richiesta scritta di adempimento, idonea a manifestare l'inequivocabile volontà del titolare del credito di far valere il proprio diritto alla garanzia per i vizi nei confronti della società destinataria del telegramma stesso, con l'effetto sostanziale di costituirla in mora (La Cassazione cassa la Corte di Appello di Napoli per un punto decisivo della controversia, avente ad oggetto l'eventuale efficacia interruttiva del termine di prescrizione annuale tramite l'invio del telegramma suddetto - con gli effetti, nel caso di risposta affermativa a tale quesito, di cui all'art. 2945 primo comma c.c.)

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