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Competenza e giurisdizione

Competenza e Giurisdizione

SEPARAZIONE CONIUGI - PROPOSIZIONE DI DOMANDA ACCESSORIA DI MANTENIMENTO DEI FIGLI - FIGLI RESIDENTI IN ALTRO PAESE UE - GIURISDIZIONE SULLA DOMANDA DI MANTENIMENTO DEI FIGLI - CRITERI APPLICABILI - REGOLAMENTO CE N. 2201/2003 DEL 27 NOVEMBRE 2003 E ART. 3, LETT. C) E D) DEL REGOLAMENTO CE N. 4/2009 DEL 18 DICEMBRE 2008 - INTERPRETAZIONE - AMMISSIBILITÀ DEL CUMULO PROCESSUALE - RIMESSIONE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL'UNIONE EUROPEA

 (reg. CE 2201/2003; reg. CE 4/2009)

A norma dell’art. 267 del Trattato di funzionamento dell’Unione Europea, va rimessa alla Corte di Giustizia dell’Unione la pronuncia sulla questione pregiudiziale concernente l’interpretazione e il rapporto tra l’art. 8 del Regolamento CE n. 2201/2003 del 27 novembre 2003 e l’art 3, lett. c) e d) del Regolamento CE n. 4/2009 del 18 dicembre 2008 e, dunque, se la domanda di mantenimento dei figli proposta nell’ambito di un giudizio di separazione personale dei coniugi, essendo accessoria a detta azione, possa essere decisa sia dal giudice del giudizio di separazione che da quello davanti al quale pende il giudizio sulla responsabilità genitoriale, sulla base del criterio della prevenzione, ovvero se debba necessariamente essere delibata da quest’ultimo, risultando alternativi i due distinti criteri indicati nelle lettere c) e d) del citato art. 3.

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CONTROVERSIE TRA AVVOCATO E CLIENTE PER IL PAGAMENTO DEL COMPENSO -– APPLICAZIONE DEL FORO DEL CONSUMATORE - SUSSISTE (DLGS 206/2005)

Cass. Civ., sez. VI, ordinanza 24 gennaio 2014 n. 1464 (Pres., rel. Segreto)

La disciplina del consumatore si applica anche al professionista prestatore d'opera intellettuale (art. 2229 c.c.), qual è l'avvocato Cass. Civ., Sez. Un., ordinanza 7 aprile 2014 n. 8049 (Pres. Adamo, rel. Piccininni)

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CONTROVERSIE SULL'ESERCIZIO DELLA POTESTÀ GENITORIALE – COMPETENZA TERRITORIALE – DIMORA ABITUALE DEL MINORE

Cass. Civ., sez. I, ordinanza 29 marzo 2013 n. 7944 (Pres. Luccioli, rel. Lamorgese)

Ai fini dell'individuazione del tribunale per i minorenni territorialmente competente per i provvedimenti diretti ad intervenire sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, è competente il tribunale per i minorenni del luogo dove si trova la dimora abituale del minore nel momento in cui è stato proposto il ricorso, senza che assuma rilievo la mera residenza anagrafica o eventuali trasferimenti contingenti o temporanei" (v. Cass. n. 21750/2012, n. 1058/2003, n. 558/1982), laddove non sia stato ritenuto possibile effettuare una prognosi sulla probabilità che "la nuova dimora diventi l'effettivo e stabile centro d'interessi del minore" (Cass. n. 21750/2012).

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DIVORZIO – CONTROVERSIE INSORTE TRAI GENITORI ED ATTINENTI ALLA PROLE – ART. 12- QUATER L. DIV. - COMPETENZA TERRITORIALE

Cass. Civ., sez. II., ordinanza 2 aprile 2013 n. 8016 (Pres. Plenteda, rel. Scaldaferri)

L'art.12 quater della legge 898/1970, introdotto dalla legge n.74/1987, fa riferimento alla disponibilità dei generali criteri alternativi di determinazione della competenza per le cause relative ai diritti di obbligazione di cui alla legge stessa, tra le quali non vi è ragione per non includere le controversie concernenti l'obbligo dei coniugi di contribuire al mantenimento dei figli (cfr. Cass. Civ., Sez. Un., sentenza n.381/1991).

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IMMISSIONI - DANNO DA IMMISSIONI - GIURISDIZIONE - GIUDICE ORDINARIO - SUSSISTE

Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 27 febbraio 2013, n. 4848 (pres. Preden, rel. Mazzacane)

Rientra nella giurisdizione del giudice ordinario la domanda diretta ad ottenere l'esecuzione di opere idonee ad eliminare le immissioni, in quanto la parte agisce a tutela dei diritti soggettivi lesi dalle immissioni stesse, senza investire alcun provvedimento amministrativo (Cass. S.U. 15-10-1998 n. 10186); inoltre, nelle controversie che hanno ad oggetto la tutela del diritto alla salute garantito dall'art. 32 Cost., la P.A. è priva di alcun potere di affievolimento della relativa posizione soggettiva, sicché la domanda di risarcimento del danno proposta dai privati nei confronti della medesima o dei suoi concessionari è devoluta alla cognizione del giudice ordinario (Cass. S.U. Ord. 8-3-2006 n. 4908)

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DICHIARAZIONE DI INCOMPETENZA - LEGGE 69/2009 - INVITO A PRECISARE LE CONCLUSIONI - SUSSISTE - VIOLAZIONE - CONSEGUENZE

Cass. Civ., sez. VI, ordinanza 6 dicembre 2012 n. 22002 (Pres. Finocchiaro, rel. Frasca)

Anche dopo la L. n. 69 del 2009, che ha introdotto come forma decisionale della sola questione di competenza, l'ordinanza, il coordinamento fra il novellato art. 279 e l'art. 187 c.c., comma 3, esige che la decisione sulla sola competenza sia preceduta dall'invito a precisare le conclusioni e se la decisione declinatoria della competenza viene adottata senza quell'invito si configura come impugnabile con il regolamento (da ultimo Cass. (ord.) n. 10594 del 2012); le parti che si siano viste decidere la questione, già insorta nel processo ai sensi dell'art. 38 c.p.c., senza essere state invitate a precisare le conclusioni, ricevono sicuramente una lesione del diritto di difesa quanto alla possibilità di argomentazione riguardo alla relativa questione in aggiunta a quanto avevano già detto, ma, ove tale pregiudizio non abbia riguardato l'istruzione possibile sulla competenza ai sensi dell'art. 38 c.p.c., u.c., la possibilità di impugnare con il regolamento di competenza, cioè con un apposito rimedio, costituisce garanzia che assolve alla funzione di assicurare l'espletamento della difesa e non giustifica che la violazione della norma del procedimento comporti di per sè l'illegittimità della decisione sulla competenza. Ciò, perchè la statuizione sulla competenza che la Corte di cassazione rende sul regolamento, in quanto avviene previo lo svolgimento della difesa delle parti, sopperisce essa stessa a quanto avrebbe dovuto assolvere la garanzia della precisazione delle conclusioni

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Revisione dell’assegno divorzile – Criteri competenza territoriale

Cass. Civ., sez. I, ordinanza 8 gennaio 2013 n. 233 (Pres. Plenteda, rel.Bernabai)

Nelle cause di revisione dell'assegno di divorzio è competente anche il giudice del luogo ove è sorta l'obbligazione dedotta in giudizio, ai sensi dell'art. 20 c.p.c.: da identificare nel luogo ove è stato statuita dal tribunale, la corresponsione dell'assegno a carico dell’onerato. Oltre a ciò, concorre con questo criterio di collegamento anche il forum destinatae solutionis

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Domande risarcitorie proposte contro la Germania per crimini contro l'umanità commessi dal terzo reich – Giurisdizione Italiana – Esclusione – Corte Internazionale di Giustizia dell'Ajia, sentenza 3 febbraio 2012

Cass. Pen., sez. I, sentenza 9 agosto 2012 n. 32139 (Pres. Chieffi, rel. Siotto)

Non sussiste la giurisdizione italiana a conoscere delle domande risarcitorie proposte nei confronti della Repubblica federale di Germania con riguardo ad attività “iure imperii”, ritenute lesive dei valori fondamentali della persona o integranti crimini contro l’umanità, commesse dal Reich tedesco tra il 1943 ed il 1945.

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Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica – Decreto presidenziale conforme al parere del Consiglio di Stato – Natura giuridica – Atto giurisdizionale in senso sostanziale – Conseguente ricorribilità in Cassazione

Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 19 dicembre 2012 n. 23464(Pres. Preden, rel. Amoroso)

Il decreto del Presidente della Repubblica che decide sul ricorso straordinario in conformità al parere del Consiglio di Stato è un atto giurisdizionale in senso sostanziale, come tale impugnabile in cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione

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Scorrimento graduatoria – Diritto all'assunzione - giurisdizione – Discrimine tra A.g.o. E giudice Amministrativo – Sussiste - Condizioni

Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 12 novembre 2012 n. 19595 (Pres. Preden, rel. Nobile)

Con riguardo allo specifico tema del cd. "scorrimento" della graduatoria approvata all'esito della procedura concorsuale, il fenomeno consente la stipulazione del contratto di lavoro con partecipanti risultati idonei e non vincitori, in forza di eventi successivi alla definizione del procedimento concorsuale con l'approvazione della graduatoria. Ciò può avvenire o in applicazione di specifiche previsioni del bando, contemplanti l'ammissione alla stipulazione del contratto del lavoro degli idonei fino ad esaurimento dei posti messi a concorso; ovvero perché viene conservata (per disposizione di atti normativi o del bando) l'efficacia della graduatoria ai fini dell'assunzione degli idonei in relazione a posti resisi vacanti e disponibili entro un determinato periodo di tempo. La pretesa allo "scorrimento", di conseguenza, si colloca di per sé fuori dell'ambito della procedura concorsuale (esclusa, nella seconda delle ipotesi indicate, proprio dall'ultrattività della graduatoria approvata) ed è conosciuta dal giudice ordinario quale controversia inerente al "diritto all'assunzione", salva la verifica del fondamento di merito della domanda, esulante dall'ambito delle questioni di giurisdizione. L'operatività dell'istituto presuppone necessariamente una decisione dell'amministrazione di coprire il posto utilizzando la graduatoria rimasta efficace (si deve trattare di posti non solo vacanti, ma anche disponibili, e tali diventano sulla base di apposita determinazione), decisione che, una volta assunta, risulta equiparabile all'espletamento di tutte le fasi di una procedura concorsuale, con l'identificazione degli ulteriori vincitori (v. fra le altre Cass. S.U. 29-9-2003 n. 14529, Cass. S.U. 7-2-2007 n. 2698, Cass. S.U. 9-2-2009 n. 3055). In tale quadro, la cognizione della domanda, avanzata dal candidato utilmente collocato nella graduatoria finale, riguardante la pretesa al riconoscimento del diritto allo "scorrimento" della graduatoria del concorso espletato, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, facendosi valere, al di fuori dell'ambito della procedura concorsuale, il "diritto all'assunzione". Ove, invece, la pretesa al riconoscimento del suddetto diritto sia consequenziale alla negaz1one degli effetti del provvedimento di indizione di un nuovo concorso, la contestazione investe l'esercizio del potere dell'amministrazione di merito, a cui corrisponde una situazione di interesse legittimo, la cui tutela spetta al giudice amministrativo ai sensi dell'art. 63, comma quarto, d.lgs. n. 165 del 2001'' (v. Cass. S.U. 18-6-2008 n. 16527, Cass. S.U. 16-11-2009 n. 24185, cfr. Cass. S.U. 1 3-6-2011 n. 12895, Cass. S.U. 7-7-2011 n. 14955). Nello stesso quadro, peraltro, è da qualificare come interesse legittimo la pretesa concernente la contestazione della copertura di un posto dirigenziale vacante mediante conferimento di incarichi a termine e utilizzazione di personale interno, in considerazione della scelta dell'amministrazione contraria alla disponibilità del posto e come tale idonea a rendere "inoperante'' l'istituto dello scorrimento. Infine, nel medesimo quadro, trattandosi parimenti di interesse legittimo e non di diritto soggettivo, va affermata la giurisdizione del giudice amministrativo anche sulla domanda con la quale l'interessato (viceversa) censuri la scelta discrezionale dell'amministrazione di provvedere alla copertura di posti dirigenziali vacanti mediante lo scorrimento della graduatoria del concorso in precedenza espletato, anziché tramite l'indizione di un nuovo concorso (v. Cass. S.U. 9-2-2011 n. 3170). In definitiva, allorquando la controversia ha per oggetto il controllo giudiziale sulla legittimità della scelta discrezionale operata dell'amministrazione, la situazione giuridica dedotta in giudizio appartiene alla categoria degli interessi legittimi, la cui tutela è demandata al giudice cui spetta il controllo del potere amministrativo ai sensi dell’ art. 103 della Costituzione. Del resto, in tale ipotesi, la controversia non riguarda il ''diritto all’assunzione” (v. art. 63 comma 2 del d.lgs. n. 165/2001, in relazione al comma 1 dello stesso articolo), proprio per la diversa natura della situazione giuridica azionata.

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