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Adozione

Adozione

PROVE ASSUNTE IN UN PROCEDIMENTO DE POTESTATE – PROCEDIMENTO CHE NON GARANTISCE L'ESERCIZIO EFFETTIVO DELLA DIFESA NELLA FASE DELLE INFORMAZIONI ATTRAVERSO LA PARTECIPAZIONE DEL DIFENSORE AGLI ATTI IN CUI ESSA SI ARTICOLA – CONSEGUENTE INUTILIZZABILITÀ NEL PROCEDIMENTO PER LA DICHIARAZIONE DELLO STATO DI ADOTTABILITÀ DELLE PROVE ASSUNTE IN UN PROCEDIMENTO DE POTESTATE - SUSSISTE

Cass. Civ., sez. I, sentenza 10 aprile 2013 n. 8677 (Pres. Luccioli, rel. San Giorgio)

L'art. 10, secondo comma, della legge n. 184 del 1983, nel testo sostituito dall'art. 10 della legge n. 149 del 2001, stabilisce, con riguardo al procedimento di adottabilità, che “All'atto dell'apertura del procedimento, sono avvertiti i genitori o, in mancanza, i parenti entro il quarto grado che abbiano rapporti significativi con il minore. Con lo stesso atto il presidente del tribunale per i minorenni li invita a nominare un difensore e li informa della nomina di un difensore di ufficio per il caso che essi non vi provvedano. Tali soggetti, assistiti dal difensore, possono partecipare a tutti gli accertamenti disposti dal tribunale, possono presentare istanze anche istruttorie e prendere visione ed estrarre copia degli atti contenuti nel fascicolo previa autorizzazione del giudice”. Analoga previsione non è contemplata con riguardo ai procedimenti de potestate, in relazione ai quali si dispone l'assistenza legale, ma non è disciplinata la partecipazione dei difensori agli atti istruttori. Ne consegue la inutilizzabilità nel procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità delle prove assunte in un procedimento de potestate, proprio perché quest'ultimo, a differenza del primo, non garantisce l'esercizio effettivo della difesa nella fase delle informazioni attraverso la partecipazione del difensore agli atti in cui essa si articola.