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Adozione

Adozione

Adozione internazionale - rinvio, operato dall'art. 30 della legge n. 184 del 1983, all'art. 6 della stessa legge - declaratoria di idoneità degli aspiranti adottanti - Esame, da parte del giudice, della sussistenza dei requisiti posti dal predetto art. 6 - idoneità dei coniugi a educare, istruire e mantenere i minori che intendono adottare

Cass. Civ., sez. VI, sentenza 28 dicembre 2011, n. 29424

(Pres. Luccioli, rel. Schirò)

In tema di adozione internazionale, in virtù del rinvio, operato dall'art. 30 della legge n. 184 del 1983, all'art. 6 della stessa legge, la declaratoria di idoneità degli aspiranti adottanti presuppone l'esame, da parte del giudice, della sussistenza dei requisiti posti dal predetto art. 6 e quindi anche della idoneità dei coniugi a educare, istruire e mantenere i minori che intendono adottare (La Suprema Corte conferma la Corte di appello che aveva fondato la sua decisione negativa, sulle preclusioni, manifestate dai coniugi ed emerse dal verbale della loro audizione davanti al tribunale per i minorenni, sulle possibili caratteristiche di un ipotetico minore straniero adottando: no a religione di origine diversa da quella cattolica; no a bambini figli di pazienti psichiatrici; no ad un bambino di origine rom per le difficoltà di carattere che renderebbero difficile imporsi ed assumere posizioni diverse, perplessità rispetto ad un bambino di colore. Ha ritenuto in particolare che tali preclusioni denotassero un atteggiamento spaventato e difensivo dei coniugi di fronte a incognite che nella adozione sono possibili se non altamente probabili e che invece non possono sussistere, affinché possa esservi quella accettazione totale e senza riserve che è il presupposto necessario per un buon incontro adottivo)