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Il Tribunale di Varese e l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Varese cedono gratuitamente la licenza di uso della applicazione informatica GEPROCON - Gestione delle Procedure Concorsuali - a Digicamere S.C. a R.L. – Società partecipata dalla CCIAA di Varese affinché possa essere estesa ad altri Tribunali. Primo beneficiario è il Tribunale di Busto Arsizio.

 

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La responsabilità del curatore fallimentare di Giuseppe Verna (per gentile concessione dell'Autore).
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Il Curatore e l'azione di responsabilità nei confronti dei componenti degli organi sociali, dei direttori e dei soci
A cura di Miro Santangelo, giudice del Tribunale di Varese

Varese, 26 ottobre 2006

Sommario.
Premessa.
1. L'art 146 L.F.
2. Le azioni proponibili in caso di societa' Spa e Srl- in bonis e loro esercizio da parte del curatore in caso di fallimento. Soggetti coinvolti. Natura della responsabilita'. Fatti causativi delle medesima. Gli Amministratori della spa: i doveri e le responsabilita'. Gli amministratori: le azioni proponibili nella Spa.Gli amministratori della Srl: le azioni esperibili nelle Srl.L'amministratore di fatto. I sindaci: doveri e responsabilita'. I Revisori: doveri e responsabilita'. I Liquidatori: doveri e responsabilita'. I Direttori generali: doveri e responsabilita'.
3. Natura della responsabilità.
4. La giurisdizione.
5. La competenza. Il rito.
6. La prescrizione.
7. La quantificazione del danno risarcibile.
8. Considerazioni conclusive.

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I piani di risanamento nel concordato preventivo e negli accordi di ristrutturazione di Salvatore Randazzo

 

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Pubblichiamo una nota di indirizzo del dr. Bartolomeo Quatraro, Presidente della Sezione Fallimentare del Tribunale di Milano, per i curatori fallimentari e per i creditori, in materia di accertamento e di insinuazione al passivo fallimentare. 

iconaacroreader  Istruzioni curatori fallimentari in materia di accertamento passivo

iconaacroreader  Istruzioni per i creditori

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Pubblichiamo una nota di direttive indirizzata ai curatori fallimentari dal dr. Bartolomeo Quatraro, Presidente della Sezione Fallimentare del Tribunale di Milano, in materia di redazione del programma di liquidazione

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Fallimento - L'onere della prova in ordine ai requisiti di fallibilità non incombe sul creditore istantepotendo tali requisiti essere accertati, nella normalità dei casi, attraverso le acquisizioni documentali disposte d'ufficio dal tribunale; non appare peraltro neppure sostenibile che vi sia a carico del fallendo un onere probatorio relativamente alla qualità di piccolo imprenditore, quale causa impeditiva dell'accoglimento della domanda proposta dal creditore istante - Decreto del Tribunale di Varese in data 15.12.2006
L'istruttoria prefallimentare è un'istruttoria che, pur nello sforzo apprezzabile di tipizzazione operato dal legislatore in chiave di rispetto del principio del contraddittorio, presenta comunque profili del tutto peculiari, ed il principale di questi è proprio la necessità di acquisire, comunque, al di fuori della rigida ripartizione dell'onere probatorio di cui all'articolo 2697 del codice civile, la prova che il soggetto nei cui confronti è presentata istanza di fallimento, sia un soggetto che il legislatore vuole fallibile e che dunque superi i limiti dimensionali previsti dalla normativa. Tale prova potrà essere acquisita per il tramite delle allegazioni del creditore istante, per il tramite delle acquisizioni documentali disposte d'ufficio dal tribunale o per il tramite delle dichiarazioni o dei riscontri documentali riconducibili al debitore. Ne consegue che, quando gli accertamenti disposti dal tribunale, per un verso, e la documentazione prodotta dalle parti per altro verso, non consentano di ritenere provato il superamento dei limiti dimensionali, il fallimento non può essere dichiarato, mancando in atti la prova della esistenza in capo al debitore del requisito della non piccolezza della sua impresa.

 

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Gli accordi di ristrutturazione dei debiti
A cura del Prof. Salvatore Randazzo
Convegno sulla riforma fallimentare - Varese 25 ottobre 2006

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Il fallimento dichiarato dopo il 16 luglio 2006,a seguito di istanza presentata dai creditori in data precedente, è regolato, anche per quanto riguarda i presupposti di fallibilità, dalle nuove norme del D.Lvo 9 gennaio 2005 n. 5
Sentenza del Tribunale di Varese del 20 Ottobre 2006

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Effetti del fallimento e organi della procedura -
A cura di Miro Santangelo, giudice del Tribunale di Varese

Effetti del fallimento e organi della procedura

Varese, 4 maggio 2006

1.Premessa
2.  Effetti in capo al fallito
3. Effetti in capo ai creditori
4. Effetti sui rapporti giuridici preesistenti
5. Gli organi della procedura
5.1 Il giudice delegato
5.2 Il curatore.
5.3 Il comitato dei creditori.       

 

 

 

 

 

 Miro Santangelo - giudice del Tribunale di Varese

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