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Patrocinio a Spese dello Stato

Patrocinio a Spese dello Stato

Patrocinio a spese dello Stato (legge 134/2001 - T.U. 115/2002)

Cos'é.

Per i procedimenti in cui è necessaria l'assistenza di un legale, chi si trova in condizioni economiche precarie e non può permettersi di farsi difendere da un avvocato a pagamento, se ha i requisiti necessari può chiedere di essere ammesso al patrocinio a carico dello Stato, cioè può chiedere di essere assistito e difeso da un avvocato a spese dello Stato (Patrocinio a spese dello Stato - artt. dal 74 al 141 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia - D.P.R. 30/05/2002, n. 115).

Chi può essere ammesso al patrocinio. Per essere ammessi al Patrocinio a spese dello Stato è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a euro 10.628,16 (1).

Se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante.

Quando la causa ha per oggetto diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi, si tiene conto solo del reddito personale del richiedente.

Nel solo ambito dei procedimenti penali, la regola che impone la somma di tutti i redditi prodotti dai componenti della famiglia è contemperata dalla previsione di un aumento del limite di reddito che, a norma dell'art.92 del T.U., è elevato ad euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi.

(1) vedi artt. 76 - 77 DPR 115/02 (ultimo aggiornamento G.U. n.72 del 27/03/2009


LIQUIDAZIONE PARCELLE DEGLI AVVOCATI CON PARTI AMMESSE A PATROCINIO A CARICO DELLO STATO

Alla conclusione del procedimento depositare:

  • istanza di liquidazione;
  • nota spese;
  • decreto di ammissione al patrocinio a carico dello Stato;
  • copia della domanda di ammissione presentata inizialmente all'Ordine degli Avvocati;
  • stato di famiglia del soggetto ammesso (autocertificazione);
  • dichiarazione dei redditi (o CUD) del soggetto ammesso e degli eventuali familiari conviventi, relativa alla data di ammissione e per gli anni successivi sino alla data di definizione del procedimento;
  • in caso di mancata documentazione fiscale, depositare autocertificazione in cui la parte dichiara di non effettuare dichiarazione dei redditi e di non avere, comunque, redditi che oltrepassano la soglia di ammissione di cui al DPR 115/2002, per sé e per i familiari conviventi.

All'emissione del decreto di liquidazione da parte del magistrato, la cancelleria provvederà ad inviare all'avvocato comunicazione via e-mail, mentre l'avvocato dovrà successivamente depositare fattura come segue:

  • intestazione: Tribunale di Varese, Piazza Cacciatori delle Alpi, 4, Varese, CODICE FISCALE 80100530122;
  • nome della parte ammessa al patrocinio e numero di R.G.;
  • riferimenti del conto corrente bancario (nome banca, filiale, numero di c/c, codice IBAN, codice BIC);
  • non devono essere esposti costi per marche da bollo (in caso di esenzione da IVA).

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