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Obbligatorietà dal 30 giugno 2014 del deposito telematico anche per i consulenti tecnici

L'art 16 bis del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con la legge di conversione 17 dicembre 2012, n. 221 introdotto dalla legge di stabilità per il 2013, sancisce l'obbligatorietà dal 30 giugno 2014 del deposito telematico degli atti processuali civili. Il sistema del settore civile per le esecuzioni e i fallimenti, SIECIC, è già aggiornato per consentire detto deposito, mentre quello per i procedimenti contenziosi e non, SICID, lo sarà con la fine del corrente mese.
L'obbligo comprende il deposito degli atti e dei documenti da parte:
1. dei difensori già costituiti;
2. del curatore, del commissario giudiziale, del liquidatore, del commissario liquidatore e del commissario straordinario;
3. dei soggetti nominati o delegati dal Giudice.

Con provvedimento in data 16 aprile 2014 il responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della Giustizia (Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 99 del 30-04-2014) all'art. 7 ha statuito che il ReGIndE, in un prossimo futuro, non gestirà più informazioni già presenti in registri disponibili alle PP.AA., qualora questi siano accessibili in via telematica ai sensi dell'articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009 n. 2, il cui contenuto occorre ai sistemi del dominio Giustizia.

Una apposita funzionalità permette che da tali registri - tra cui il registro delle imprese, l'indice nazionale delle imprese e dei professionisti (INI-PEC), l'anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) e il domicilio digitale del cittadino di cui all'art 3-bis del CAD - siano recuperati gli indirizzi di PEC dei professionisti e delle imprese, nonché gli indirizzi dei cittadini censiti.

 

Le modalità sono rinvenibili a questo link del Portale Servizi Telematici del Ministero della Giustizia:

http://pst.giustizia.it/PST/it/pst_1_0.wp?previousPage=pst_1_0&contentId=SPR395

 

II singolo professionista, ove non abbia un Ordine professionale o qualora il proprio Ordine o Collegio non vi abbia provveduto ai sensi della legge 2/2009, è tenuto comunque a comunicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata al RegindE, con le modalità descritte nel paragrafo "Registrazione in proprio di un soggetto" rinvenibile a questo ulteriore link del PST:

http://pst.giustizia.it/PST/it/pst_1_0.wp?previousPage=pst_1_17&contentId=SPR355

 

Per operare telematicamente, il Consulente Tecnico dovrà dotarsi di:

  • casella di Posta Elettronica Certificata (PEC)
  • iscrizione dell'indirizzo PEC nel ReGindE

nonche', munirsi di:

  • dispositivo di firma digitale
  • apposito software per la creazione della cosiddetta "busta telematica"